L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 ottobre 2016

Banca Etruria i truffati da Renzi non hanno neanche il diritto di manifestare


Primo piano 21 ottobre 2016
Marco Milioni

Risparmiatori, vietato protestare davanti a casa di Renzi
Domani corteo delle vittime di Etruria, Carife, BancaMarche, CariChieti, BpVi e Vb a Pontassieve. L'accusa a questura e Viminale



La questura di Firenze, su input del Ministero degli Interni, avrebbe fatto pressioni sugli organizzatori della manifestazione dei risparmiatori colpiti dai rovesci bancari del centro-nord Italia e del Veneto. Protesta in calendario domani a Pontassieve alle porte di Firenze e che inizialmente prevedeva anche un passaggio davanti alla casa della famiglia del premierMatteo Renzi. Il percorso però sarebbe stato modificato dai responsabili dell’ordine pubblico. La denuncia, clamorosa, arriva dal comitato “No Salvabanca” di Ferrara e Bologna.

«Mi ero occupata io stessa di comunicare alla Questura di Firenze il percorso del corteo. Poi di punto in bianco, adducendo generiche e non ben precisate ragioni di ordine pubblico ci è stato riferito che il nostro corteo si dovrà limitare alla piazza del paese. Mi sono sentita umiliata e offesa». A parlare é Milena Zaggia, portavoce del comitato felsineo-ferrarese “No Salvabanca” che materialmente si era presa l’incombenza di disbrigare con la questura del capoluogo toscano le poche pratiche amministrative (la comunicazione scritta prevista dal Testo unico di polizia) necessarie per essere in ordine con la legge.

Un’incombenza svolta anche per conto degli altri aderenti tra cui spiccano le associazioni degli azionisti colpiti dal dissesto di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza, che domani mattina alle sei partiranno da Schio nel Vicentino con un paio di pullman alla volta di Pontassieve. Con loro ci saranno i rappresentanti dei comitati dei risparmiatori delle quattro banche dell’Italia centrale «colpiti dal decreto del 22 novembre del 2015», ovvero Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti.E non mancheranno nemmeno i risparmiatori toscani, senesi in particolare, che in passato hanno patito il collasso di Mps.

«Siamo all’assurdo – sbotta ancora Zaggia, che è ferrarese di residenza, ma padovana a tutti gli effetti – perché oltre a sentirci espropriati dei nostri risparmi e colpiti nel diritto al risparmio tutelato dall’articolo 41 della Costituzione adesso ci sentiamo espropriati anche dei diritti sanciti dall’articolo 21 della stessa Carta, che sancisce la libertà nel manifestare il proprio pensiero». Ma c’è di più. «Siamo arrivati ad un tale livello di interferenza verso le prerogative garantite alla libertà nell’esprimere il proprio pensiero che sono gli stessi funzionari delle forze dell’ordine a suggerirci di segnalare quanto accaduto alla magistratura e a confessarci che gli ordini tesi a comprimere il nostro diritto al dissenso siano giunti direttamente dal Viminale».

I “No Salvabanca” fanno inoltre sapere che per quanto riguarda i loro pullmann «avremo l’onore di essere scortati dalla Digos di Ferrara sino a Pontassieve. Scorta di cui godranno anche i pullman dei manifestanti veneti (nella foto in corteo a Roma) che saranno intercettati, con ogni probabilità, dalle pattuglie della polizia al casello della A1 di Incisa Reggello, alle porte di Firenze. Continua la Zaggia: «ogni volta che ci muoviamo dobbiamo subire pressioni di ogni tipo. Veniamo trattati peggio degli hooligan. Molti di noi sono anziani, tra questi c’è gente che viaggia verso i novant’anni, chi zoppica, chi ha un acciacco alla schiena, chi non ci vede bene, ma che razza di pericolo per l’ordine pubblico possiamo rappresentare?».

Infine, il sospetto: «chi ci garantisce che questo dispiegamento abnorme per l’ordine pubblico non sia un diktat del Viminale visto che la nostra protesta arriva nel pieno della campagna referendaria per la riforma costituzionale e che una protesta davanti a casa del primo ministro organizzata da quei risparmiatori così duramente colpiti da una serie di provvedimenti sciagurati del governo non possa in qualche modo oscurare l’immagine di Renzi?». Il questore di Firenze Alberto Intini, interpellato da Vvox.it anche per iscritto, al momento non ha rilasciato dichiarazioni.

http://www.vvox.it/2016/10/21/risparmiatori-vietato-protestare-davanti-a-casa-di-renzi/

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