L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 ottobre 2016

Banca Etruria - il Rossi deborda, solo ostacolo alla vigilanza, false comunicazioni sociali non ci sono state, dai 3 ai 8 anni

OGGI | 19 OTTOBRE 2016 14:46

Ostacolo alla vigilanza, le richieste dei Pm su Etruria

Una condanna a due anni e otto mesi per l'ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari e per l'ex direttore generale Luca Bronchi, a due anni per il dirigente dell'istituto Davide Canestri. Sono queste le richieste avanzate dal procuratore della Repubblica di Arezzo, Roberto Rossi, e dal pm Julia Maggiore, al gup Annamaria Loprete per i tre imputati del primo filone di inchiesta sul crac di Banca Etruria.
L'ipotesi di ostacolo alle autorità di vigilanza risale a fine 2013, quando gli ispettori di Banca d'Italia avevano evidenziato possibili criticità di rilevanza penale nel bilancio 2012 della banca: alcune cessioni di immobili avrebbero concorso a provocarne il dissesto e a mascherare le reali condizioni economiche dell'istituto.
Poi c'è il tema dei crediti deteriorati che sarebbero stati classificati come incagli e non sofferenze per non appesantire il bilancio bancario. Per il prossimo 21 ottobre sono previste le arringhe degli avvocati difensori: il verdetto è atteso per il 26 ottobre.

Nessun commento:

Posta un commento