L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 11 ottobre 2016

Banca Etruria - si va be ma le altre indagini? il Rossi dormiente

Fatture false Etruria: l’ex presidente Fornasari e il direttore Bronchi di nuovo in aula

Il 19 ottobre invece le porte de La Vela tornano ad aprirsi ancora una volta per Fornasari e Bronchi. In questa data infatti è prevista la nuova udienza per il filone d’inchiesta relativo all’ostacolo alla vigilanza. Il gip che presiederà l’udienza è Anna Maria Loprete.

Claudia Failli

11 ottobre 2016 3:35 | Pubblicato in Cronaca, Arezzo



Tornano in aula Giuseppe Fornasari e Luca Bronchi, rispettivamente ex presidente ed ex direttore generale di Banca Etruria. Questa mattina nell’aula del gip Giampiero Borraccia, i vecchi dirigenti della Popolare saranno chiamati nuovamente a rispondere dell’accusa di dichiarazione fraudolenta per l’uso di fatture relative ad operazioni inesistenti.
La vicenda è emersa nei mesi passati, poco dopo il ciclone che si è abbattuto su BPEL.
Insieme a Fornasari e Bronchi sono finiti nel mirino della magistratura anche i dirigenti di una finanziaria romana, Methorios Capital, che avrebbe emesso le fatture in questione.
La cifra di cui si parla è pari a 300mila euro. Secondo l’accusa le fatture, portante nel bilancio dell’esercizio bancario relativo al 2013. erano false.


Quella odierna si preannuncia un’udienza tecnica fissata soprattutto per stabilire in quali modalità e tempi procedere. La chiusura delle indagini è arrivata lo scorso dicembre.
L’inchiesta riguardante le fatture di Methorios è una delle appendici dell’inchiesta più vasta che vede gli ex vertici della banca sotto indagine per ostacolo alla vigilanza della Banca d’Italia, relativa alla cessione del pacchetto di maggioranza di Palazzo della Fonte, società che raggruppava buona parte del patrimonio immobiliare di Banca Etruria.

In un primissimo momento anche l’ultimo presidente della Popolare, Lorenzo Rosi, era stato indagato con la stessa accusa di Bronchi e Fornasari. Per lui le accuse, in questo contesto, sono decadute.

Il 19 ottobre invece le porte de La Vela tornano ad aprirsi ancora una volta per Fornasari e Bronchi. In questa data infatti è prevista la nuova udienza per il filone d’inchiesta relativo all’ostacolo alla vigilanza. Il gip che presiederà l’udienza è Anna Maria Loprete.

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