L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 ottobre 2016

e l'invio di 140 soldati in Lettonia viene premiato con una cena alla Casa Bianca, ci si vende per un piatto di lenticchie



Grillo e Salvini: no ai soldati alle porte della Russia
SCRITTO DA VALERIA SANTARELLI IN DATA 17 OTTOBRE 2016 EDIZIONE N° 290 DEL 2016

Non è novità il fatto che tra Russia e Occidente ci siano attriti. Basti pensare ai tempi della Guerra Fredda o anche solo volgere lo sguardo alla situazione attuale tra le due superpotenze Usa e Russia. A partire dal 2018, infatti, saranno schierati 150 militari italiani in Lettonia, al confine con la Russia, i quali entreranno a far parte di una task force di quattromila soldati della Nato.Ma d’altra parte tale decisione presa dal Governo (nel vertice di Varsavia tenutosi l’8 e il 9 Luglio) se da un lato appare coerente in merito all’alleanza Italia-Usa dall’altro ha scatenato un’ondata di polemiche da parte delle forze politiche all’opposizione.


In cima alla lista di coloro che non approvano la decisione del Governo compare il pioniere del M5S Grillo, il quale sul suo blog scrive: «Renzi e Napolitano chinano la testa ma l’invio di 150 uomini in Lettonia è inaccettabile. Questa azione è sconsiderata, è contro gli interessi nazionali, espone gli italiani a un pericolo mortale ed è stata intrapresa senza consultare i cittadini. L’Italia non ci guadagna nulla e ci perde tantissimo. In termini di sicurezza nazionale questa missione rischia di esporre il nostro Paese al dramma della guerra. Ci riporta indietro di trent’anni e alza nuovi muri con la Russia, che per noi è un partner strategico e un interlocutore per la stabilizzazione del Medio Oriente – e continua – adesso vogliono schierare i nostri uomini per provocare i russi e trascinarci nell’assurdità della guerra. Un altro fronte, oltre a quelli già aperti in Iraq, in Afghanistan, in Libia con i disastri che hanno creato. Chi pensa il contrario o non sa fa quello che fa o se ne frega degli italiani per altri interessi: delle due l’una. La Russia è un partner essenziale, non un nemico». A pensarla in egual modo e a scagliarsi contro la decisione del Governo è Salviniche afferma: «Incredibile, nel 2018 un contingente di soldati italiani verrà inviato ai confini con la Russia, con una missione della Nato. Una follia anti-russa. Chi fa prove di guerra con la Russia è matto o è in malafede. Armi e soldati usiamoli contro l’Isis, non contro chi li combatte».

Tali dubbi in merito allo schieramento di soldati si erano, peraltro, già verificati anche in merito all’improvvisa decisione da parte di Obama quando decise di schierare la Nato. Primo fra tutti, allora, fu Enrico Letta che su twitter scrisse: «Francamente ho più di un dubbio sul senso dell’improvvisa scelta di schierare truppe Nato in Lettonia al confine con la Russia». Nell’attuale contesto politico, la stessa scelta risulta essere ancora una volta improvvisa e del tutto sconsiderata. Ciò che però appare nitido è senza dubbio il sostegno che il Governo italiano vuole offrire all’organizzazione americana, sebbene ci sia un alto rischio di compromettere definitivamente l’equilibrio che ad oggi c’è tra Occidente e Russia.

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