L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 ottobre 2016

Gli ebrei e i suoi lacchè dai Carrai, Ferrara e i Cerasa raccontano menzogne per distorcere la realtà, gli ebrei un popolo che vuole la strage dei palestinesi

16 Ottobre 2016 ore 09:43, di Michele Crudelini
In risposta ai giornalisti del Foglio, che non hanno letto la risoluzione UNESCO



#conflittoisraelopalestinese

Leggiamo con sconcerto due notizie riportate sul "Foglio" di Claudio Cerasa circa la risoluzione UNESCO che ha condannato Israele lo scorso 12 ottobre, di cui noi abbiamo già parlato
.

Il giornale fondato dal sempre filo-israeliano Giuliano Ferrara è uscito con due articoli che ci lasciano perplessi. Uno titolato "Gli sterminatori della cultura ebraica", scritto da Marco Carrai il 15/10/2016, e l'altro "L'UNESCO riscrive la storia: il Monte del Tempio e il Muro del Pianto non sono luoghi legati all'ebraismo", del 13/10/2016 senza firma. In entrambi gli articoli si condanna l'UNESCO che avrebbe, secondo i giornalisti del Foglio, misconosciuto ufficialmente il legame tra Muro del Pianto e Monte del Tempio con l'ebraismo. 

Come già scritto sulle nostre colonne ieri, nel testo originale della risoluzione non vi è traccia di questa affermazione. 

Anzi dopo la lettura dei due articoli del Foglio ci siamo sentiti in dovere di ricontrollare l'intero testo (cosa che avrebbero dovuto fare le penne del Foglio prima di scrivere i loro rispettivi articoli), ma leggendo e rileggendo la risoluzione in tutti e i suoi tre capitoli proprio non troviamo nemmeno una frase che possa lontanamente avvicinarsi al concetto espresso dal Foglio. 

Addirittura come già scritto ieri da noi al punto 3 del Capitolo 1 la risoluzione così dice: "Affermando l'importanza della Città Vecchia di Gerusalemme e dei suoi Muri per le tre religioni monoteistiche e affermando anche che la decisione corrente che punta, inter alia, alla salvaguardia del patrimonio culturale della Palestina e del carattere distinto di Gerusalemme Est, non vuole in alcun modo influenzare le risoluzioni rilevanti del Consiglio di Sicurezza e delle Nazioni Unite e le decisioni sullo stato legale di Palestina e Gerusalemme". 

Questo punto 3 riassume in maniera piuttosto chiara l'intento e il contenuto della risoluzione, che punta esclusivamente alla salvaguardia del patrimonio culturale in Palestina,per quanto riguarda ciò che si trova a Gaza, Hebron e Betlemme (che fino a prova contraria fanno parte dei territori palestinesi internazionalmente riconosciuti) e a Gerusalemme Est, per la tutela della Spianata delle Moschee.L'UNESCO si distanzia espressamente da qualsiasi tipo di giudizio o rivendicazione politico-territoriale. 

La risoluzione UNESCO chiede inoltre che Israele collabori con gli esperti mandati dall'UNESCO stessa per l'analisi e la tutela del patrimonio culturale di Gerusalemme Est, cosa dal 2000 Israele si è rifiutata di fare. 

Alla luce di questo poniamo alcune domande alle penne del Foglio, Marco Carrai e l'anonimo. Avete letto il testo della risoluzione UNESCO nella sua interezza, passaggio indispensabile per la stesura di un articolo scritto in modo professionale? Se si, potete per caso riportare virgolettato il testo originale della risoluzione UNESCO in cui la stessa non riconoscerebbe la connessione tra ebraismo e i suoi luoghi sacri? In tal caso siamo pronti a rettifica immediata con le più sentite scuse. 

Ma se, come noi, non trovate nel testo traccia di ciò dovete allora, se siete giornalisti e persone corrette,rettificare immediatamente l'articolo perché a quel punto conterrebbe informazioni false. Aspettiamo una risposta.

Clicca qui per leggere il testo originale della risoluzione UNESCO

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