L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 ottobre 2016

Gli italiani cercano di non farsi mangiare i risparmi dalle banche attuando strategie di fuga

Bankitalia, fuga famiglie da bond banche



(ANSA) - ROMA, 18 OTT - Sempre più 'fuga' del risparmio delle famiglie italiane dalle obbligazioni bancarie, specie dopo il varo della direttiva sul Bail in, che rifluiscono verso il risparmio gestito. L'andamento, certificato tutti i mesi dalle tabelle diffuse dal settore, è evidenziato da una ricerca (occasional paper) pubblicata dalla Banca d'Italia secondo cui il calo è iniziato nel 2012 e si è acuito sia con la fine del trattamento fiscale di favore e l'arrivo del bail in che in Italia ha visto l'azzeramento dei titoli subordinati delle 4 banche. A marzo 2016, si legge nel paper che non riflette necessariamente l'opinione di Via Nazionale, il peso delle obbligazioni bancarie sulla ricchezza finanziaria delle famiglie era tornato sotto il 5%. Inoltre, nota la ricerca, circa il 40 per cento dei titoli bancari detenuti a maggio 2016 scadrà entro il 2017; il 90% entro il 2020. In assenza di nuovi acquisti, la loro quota scenderebbe a meno dell'1 per cento della ricchezza finanziaria del settore.

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