L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 22 ottobre 2016

Gruppo Caltagiorne - il padrone quando gli fa comodo, dimentica le clausole sulla concessione. L'arroganza del potere

cagnano amiterno sacci 1

CEMENTIFICIO CAGNANO AMITERNO, FORSE C’È LA SVOLTA: LA REGIONE CONVOCHERÀ CALTAGIRONE

Uno spiraglio c’è. I 17 lavoratori che rischiano di perdere il proprio posto, operanti nella cava di Cagnano Amiterno, hanno ancora accesa la luce della speranza. Sono 260 in tutta Italia i lavoratori della Cementir Sacci (gruppo Caltagirone) che dovrebbero essere oggetti di licenziamento: una lettera della proprietà infatti comunicava loro l’avvio della mobilità, ma dopo diverse manifestazioni e grazie all’impegno delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali, è probabile che si possa riuscire ad individuare una soluzione. Come vi abbiamo già raccontato precedentemente, la concessione della Regione Abruzzo alla Sacci per altri 30 anni della cava di Cagnano, includeva tra le clausole il salvataggio di tutti i posti di lavoro.
La famiglia Caltagirone ha agito senza tener conto di questo determinato vincolo, avviando quindi la mobilità. Stamattina c’è stata l’ennesima manifestazione, stavolta di fronte al Palazzo della Regione a L’Aquila, dopodiché lavoratori e sindacati sono stati ricevuti all’interno dal vice-presidente Giovanni Lolli il quale ha riferito loro che convocherà la famiglia Caltagirone proprio per far leva sulla famosa clausola che impedisce alla gruppo di licenziare i dipendenti di Cagnano. La Regione Abruzzo sostiene la vertenza con le motivazioni esposte dai lavoratori e dalle organizzazioni e farà quindi di tutto pur di farle valere.
Così i 17 operai continuano a sperare nel lavoro di sindacati ed istituzioni, affinché venga reso salvo il loro sacrosanto diritto al lavoro.

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