L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 ottobre 2016

Hillary, Arabia Saudita, Qatar ed Isis e il cerchio si chiude

HILLARY: “L’ARABIA SAUDITA E IL QATAR FINANZIANO L’ISIS”. MA ANCHE LA FONDAZIONE DEI CLINTON

Come riporta il sito Daily Caller, arrivano da Wikileaks le conferme degli strani triangoli tra USA, nazioni mediorientali e ISIS. Da una mail della candidata Hillary Clinton, apprendiamo che l’Arabia Saudita e il Qatar finanziano e aiutano sottobanco lo Stato Islamico. Se a questa informazione aggiungiamo che questi due Paesi mediorientali sono tra i finanziatori della “Fondazione Clinton”, si capisce facilmente perché il conflitto in Siria, teoricamente finalizzato a debellare l’ISIS,  si sia trasformato in una confusa guerra civile, nella quale si fa fatica a capire quale sia il gioco delle parti, e rimane una sola vittima certa: l’intero popolo siriano.
 DI Alex Pfeiffer, 10 ottobre 2016 
Nel 2014 la candidata presidenziale democratica Hillary Clinton inviò una mail al presidente della sua campagna elettorale John Podesta, allora consigliere del presidente Barack Obama, dicendo che l’Arabia Saudita e il Qatar danno entrambi sostegno finanziario e logistico allo Stato Islamico (ISIS) e ad altri gruppi estremisti sunniti, secondo una recente rivelazione di Wikileaks.
La Clinton inviò la mail il 17 agosto 2014 a Podesta. Si trattava di un piano in 8 punti per sconfiggere l’ISIS in Iraq e Siria. La mail diceva che gli USA dovrebbero sostenere le forze Curde a terra con consiglieri militari, evitando l’uso di operazioni terrestri convenzionali.
“Anche se questa operazione militare/paramilitare va avanti, dobbiamo usare i nostri mezzi diplomatici e più tradizionali per fare pressione ai governi del Qatar e dell’Arabia Saudita, che forniscono supporto clandestino finanziario e logistico all’ISIS e ad altri gruppi Sunniti radicali della regione”, ha scritto la Clinton.
L’ex segretario di Stato ha aggiunto che “questo sforzo sarà sostenuto dall’incrementato supporto al Governo regionale Curdo. Il Qatar e l’Arabia Saudita saranno messi nelle condizioni di dover bilanciare la loro politica tra la loro attuale competizione per dominare il mondo Sunnita e le conseguenze di una intensa pressione USA”.
La mail da Clinton a Podesta contiene uno schema simile a quello di precedenti report di intelligence che l’alleato della Clinton, Sidney Blumenthal, aveva mandato all’ex segretaria di Stato.
Il Daily Caller aveva già riferito di come la Clinton avesse già chiesto aiuti per rimuovere le tracce che mostravano che Blumenthal fosse l’autore dei report prima di mandarli ai funzionari della Casa Bianca.
La mail di agosto 2014 che puntava il dito contro l’Arabia Saudita e il Qatar non contiene alcun riferimento a Blumenthal in particolare e fu mandata da una delle caselle di posta personali della Clinton. Le mail di Wikileaks non sono state verificate in maniera indipendente dal Daily Caller. Tuttavia, la Clinton e il suo portavoce Brian Fallon non hanno messo in dubbio la legittimità dei documenti trapelati e rilasciati da Wikileaks al dibattito di domenica.
Il Daily Caller ha contattato la campagna elettorale della Clinton e le ha chiesto se intendeva mettere in dubbio la legittimità della mail, ma non è stata data alcuna risposta. Il Daily Caller ha anche mandato una mail a Blumenthal chiedendogli se fosse l’autore del documento, ma nemmeno lui ha risposto.
Il Qatar ha donato una cifra compresa tra 1 e 5 milioni di dollari alla Fondazione Clinton, e l’Arabia Saudita ne ha donati più di 25 milioni.
La campagna elettorale della Clinton non ha risposto alla domanda del Daily Caller se la Fondazione Clinton intendesse restituire le donazioni ricevute da queste due nazioni che, secondo la stessa Hillary Clinton, hanno finanziato l’ISIS.
Nel 2010, l’aiutante superiore della Clinton aveva dichiarato che era una “priorità assoluta” trasferire all’Arabia Saudita fino a 60 miliardi di dollari di armamenti sotto forma di caccia ed elicotteri. La campagna elettorale della Clinton non ha voluto commentare quando il Daily Caller ha chiesto se, nel caso venisse eletta, Hillary darebbe sostegno miliare all’Arabia Saudita e al Qatar.

Nessun commento:

Posta un commento