L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 ottobre 2016

Il Capitalismo funziona in questo modo da una parte prende dalle concessioni pubbliche, poi una volta che ha preso licenzia per fare più profitti possibili, non da mai

Vertenza Sacci: la Regione chiede un incontro a Caltagirone

ott 14, 2016 Marianna Gianforte 


A distanza di pochi mesi tornano le incertezze sul futuro occupazionale dei 100 lavoratori del cementificio di Cagnano Amiterno, acquistato soltanto il 24 luglio scorso dal gruppo Caltagirone dopo mesi di trattative, dalle quali è nata la nuova società Cementir-Sacci.

Un passaggio reso possibile grazie alla firma di una delibera regionale a poche ore dalla scadenza della concessione mineraria. Delibera che ha concesso al gruppo imprenditoriale di vedersi prolungare la concessione mineraria per 30 anni e di acquisire, con tutte le carte in regola, lo stabilimento di Cagnao Amiterno, nell’ambito di un’operazione più ampia che include altri 5 stabilimenti in Italia. Gli stessi sui quali ora, come un fulmine a ciel sereno, Caltagirone intende far scendere la scure dei tagli: 260 i posti di lavoro a rischio a livello nazionale, dei quali 19 nello stabilimento di Cagnano.



Ora i sindacati vogliono vederci chiaro. In attesa di un incontro con Caltagirone – del quale si è fatto promotore il presidente della Regione Luciano D’Alfonso con il vicepresidente e assessore alle Attività produttive Giovanni Lolli – Fillea Cgil, FilcaCisl e Feneal Uil il 18 ottobre tutte le sigle sindacali nazionali coinvolte s’incontreranno nella sede di Unindustria a Roma. Continua invece lo stato di agitazione degli operai aquilani.

http://www.rete8.it/cronaca/276vertenza-sacci-la-regione-chiede-un-incontro-a-caltagirone/

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