L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 15 ottobre 2016

Il Capitalismo ha un cognome, Rothschild

Gitana, la lunga rotta dei Rothschild

Una mostra e un libro per celebrare i 140 anni nello yachting della famiglia

La baronessa Ariane de Rothschild con lo skipper Sebastien Josse: nasce Gitana 16 (il Mono60 Edmond de Rothschild) Foto: Yvan Zedda / Gitana SA

15/10/2016
FABIO POZZO
GINEVRA

Una passione lunga 140 anni che inizia da una donna controcorrente e melomane, Julie de Rothschild. Amante del bel canto, la baronessa non mancava mai una “prima” a Parigi, Roma, Napoli: era al Teatro Apollo della Capitale il 19 gennaio 1853 per il debutto de Il Trovatore di Verdi; era il 3 marzo 1875 alla Salle Favart di Parigi per la Carmen di Bizet... La gitana Azucena, la zingara di Córdoba... Donne fascinose.

Gitana, entrez dans la légende

Probabilmente nasce da qui la saga di Gitana, la grande avventura dei Rothschild nello yachting. Una lunga rotta alla quale Ariane e Benjamin de Rothschild (rappresentanti del ramo franco-svizzero della famiglia che ha nel leone, nell’aquila imperiale austriaca e nelle cinque frecce unite i suoi simboli) dedicano una mostra, “Gitana, entrez dans la légende”, che ne ripercorre gli scali. Inaugurata a Ginevra, la rassegna apre oggi a Les Sables d’Olonne, nella Vandea francese, porto di partenza della Vandée Globe (il giro del mondo a vela in solitaria non stop) per spostarsi poi dal 3 all’11 dicembre al Boat show di Parigi. La mostra e anche un libro, “Gitana: 140 ans de Sillages Rothschild” (Ed.La Martinièr).


Benjamin e Ariane de Rothschild in un’immagine della mostra

Proprio la baronessa Julie de Rothschild, nel 1876, si fece costruire uno schooner a vapore di 24 metri battezzato Gitana con il quale tre anni dopo stabilirà il record mondiale di velocità sul lago di Ginevra toccando i 20,5 nodi, circa 38 km/h. E sempre lei, nel 1898, al timone di Gitana II, migliorerà il primato con 26,034 nodi.

Nasce il team

Nel nuovo secolo, Edmond de Rothschild vira la leggenda alla vela. Arrivano Gitana III, Gitana IV, che vince la sfida del Fastnet (oggi Rolex Fastnet Race) e Gitana VIII, espressione della nuova classe dei maxi lanciata dal barone, che nel 1984 s’impone nella Nioulargue di Saint-Tropez. Col nuovo millennio, il figlio Benjamin de Rothschild continua la navigazione fondando il Gitana Team, innovatore con i suoi multiscafi. «Alla base della nostra passione c’è il gusto per la competizione e per la ricerca dell’eccellenza. Nasce sul lago, ma si trasferisce presto sugli Oceani. Eh sì, il mare occupa un posto molto speciale nella nostra famiglia: rappresenta per noi la libertà e la creatività» dice la baronessa Ariane de Rothschild.


Gitana 16 (Mono60 Edmond de Rothschild)

Il giro del mondo
Allo start della Vendée Globe il 6 novembre ci sarà anche Gitana 16, un monoscafo “volante” (con derive), il cui pozzetto è ricostruito nella mostra in scala 1:1 (grazie alla realtà virtuale, la rassegna consente al visitatore di navigare sulle ultime imbarcazioni del team). Appunto, 140 anni dopo il primo Gitana.«Non si può navigare nel futuro senza guardare al passato», dice lo skipper Sébastien Josse, che nel 2017 timonerà anche l’avveniristico GitanaMaxi, un trimarano “volante” di 33 metri. «Rompere i codici - dice Ariane de Rothschild - è molto stimolante e guida tante nostre azioni: credo sia essenziale per spingersi avanti».

La saga Gitana

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