L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 ottobre 2016

Italia prossimo presente - le buone abitudini non si dimendticano

Il colonnello fa bella casa [Alceste]

Mi sveglio verso le sei e mezzo, come sempre.
Accendo la televisione, aziono il televideo: no, Napolitano non è ancora morto.
Mi preparo.
Azioni di routine.
Esco verso le sette e un quarto circa.
Vicino casa noto due mezzi dell’esercito.
Soldati.
Gran vociare in dialetto stretto.
Qualcuno canta, addirittura.
Il colonnello, al terzo o quarto piano, fa bella casa.
Presto si sentirà raschiare furiosamente; poi avverrà la silenziosa, metodica, rasatura dei muri; quindi il colore (un bell’albicocca?).
Più qualche lavoricchio qua e là.
Una corvée in nero che i Nostri baldi giovani non disprezzeranno.
L’episodio mi fa venire in mente un altro ufficiale, protagonista del penultimo Kubrick, Full metal jacket; egli affermava, rivolto ai propri sottoposti, e riferendosi alla guerra in Vietnam, con tono distaccato: “Qui abbiamo un gran panino imbottito di merda e tutti quanti devono ingoiare il loro morso“.
Quando c’è una guerra, o una crisi, o una carestia, ciascuno dovrebbe fare la propria parte, infatti.
Ma non funziona mai così.
Funziona, invece, in quest’altra maniera: alcuni gustano pasticcini nelle retrovie, altri mordono il panino imbottito di merda due volte.
Oppure: alcuni degustano ostriche nelle furerie saccheggiate, altri mordono il panino tre o quattro o cinque volte; tante volte quanto è necessario a mandare in tavola le ostriche anzidette.
Anche questa è una guerra, però: la guerra civile italiana.

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