L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 ottobre 2016

le Filippine di Duterte preferiscono intrecciare rapporti con Cine e Russia

MONDO

Duterte annuncia la "separazione" fra Filippine e Stati Unitidi Redazione IBTimes UK 21.10.2016 9:05


Rodrigo Duterte e Xi Jinping REUTERS/Ng Han Guan/Pool

Il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte ha continuato a dimostrare severe critiche nei confronti degli Stati Uniti e di Barack Obama nel corso delle ultime settimane e adesso ha annunciato di voler tagliare i legami con Washington e allineare il suo paese alla Cina e alla Russia

In un discorso davanti ad un forum economico presso la Grande Sala del Popolo a Pechino il 20 ottobre il leader delle Filippine ha accettato di riavviare le discussioni riguardo le dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale. «Onorevoli, in questa sede, io annuncio la mia separazione dagli Stati Uniti - ha detto Duterte - Sia dal punto di vista militare, forse non da quello sociale, ma anche da quello economico, l'America ha perso».

Parlando davanti a un pubblico di 200 uomini d'affari ha aggiunto: «Siamo in tre contro il mondo, Cina, Filippine e Russia. È l'unica maniera».

Duterte aveva inizialmente annunciato i suoi piani di distanziamento dagli Stati Uniti parlando alla comunità filippina di Pechino il 19 ottobre. «Non andrò più in America. Lì noi veniamo soltanto insultati. È tempo di dire “addio amico mio”».

Il suo piano, se verrà effettivamente implementato, potrebbe avere effetti su larga scala, specialmente nelle Filippine. Rispondendo alle domande relative alle dichiarazioni del presidente filippino, il portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti John Kirby ha detto che il governo degli Stati Uniti era “basito”.

«Non ci è chiaro quali siano le conseguenze effettive di una separazione» ha detto Kirby aggiungendo che il Dipartimento di Stato non era preoccupato perché fra i due paesi c'è un'alleanza lunga 70 anni “che è riuscita a sopravvivere a ogni tipo di tempesta”.

«Rimaniamo fermamente convinti del nostro impegno nel trattato di mutua difesa che abbiamo con le Filippine» ha detto Kirby.

La Casa Bianca ha risposto allo stesso modo. «Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta ufficiale da parte dei funzionari Filippini di modificare alcune delle molte questioni su cui operiamo in maniera bilaterale» ha detto il portavoce Eric Schulz.

A parte i colloqui sul Mar Cinese Meridionale, che dovrebbero coinvolgere solo una piccola parte del meeting fra Duterte e il presidente cinese Xi Jinping, il ministro al commercio delle Filippine Ramon Lopez ha annunciato che i due paesi firmeranno accordi del valore di 13,5 miliardi di dollari nei prossimi giorni.

Il 21 ottobre il governo filippino ha rilasciato un comunicato che chiede al pubblico di aspettare il rilascio di alcune linee guida prima di interpretare l'annuncio di Duterte.

«Non c'è fretta per noi di interpretare il discorso del presidente perché aspettiamo che arrivino delle linee guida da lui e dal Dipartimento degli affari esteri non appena saranno tornati dalla Cina».

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