L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 ottobre 2016

L'Iran proiettato a difendere al meglio il suo spazio aereo, il suo territorio

IRAN, UFFICIALE: MOSCA HA CONSEGNATO L'ULTIMO S-300

(di Franco Iacch)
13/10/16 
La Russia ha completato l’intera fornitura S-300 all’Iran. È quanto si legge in una nota ufficiale del Russian Federal Service for Military-Technical Cooperation.
Il contratto per la fornitura di cinque sistemi S-300 è stato siglato nel 2007 per una cifra di poco inferiore ai 900 milioni di dollari. Fornitura poi congelata a causa delle sanzioni elevate dalla Nazioni Unite contro l'Iran. Nella primavera dello scorso anno, il presidente russo Vladimir Putin ha tolto l’embargo sui sistemi S-300 per l’Iran. Lo scorso 11 aprile, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Hossein Ansari Jaber, aveva confermato l’arrivo del primo S-300.
L’S-300 è progettato per la difesa tattica contro bersagli ad ampio spettro come missili balistici, velivoli ed elicotteri. I due Paesi hanno sempre parlato di una fornitura per cinque sistemi: ogni missile S-300 dovrebbe avere un costo di oltre 1 milione di dollari. L’Iran, dovrebbe avere anche acquistato almeno cento missili 9M82M/9M83M. I missili si affidano ad un sistema inerziale con aggiornamento radio a metà percorso, mentre nella fase terminale ad un radar semi attivo.
Gli S-300 sono ritenuti immuni alla maggior parte delle contromisure ECM occidentali. Una volta messi in linea, non richiedono manutenzione per almeno dieci anni.
Secondo la Almaz-Antey, società russa che produce il sistema, l’S-300 dovrebbe essere letale contro tutti i caccia di quarta generazione e, comunque, contro tutti i vettori non dotati di tecnologia a bassa osservabilità. L’azienda russa sostiene anche che gli S-300 hanno una certa capacità di identificare i caccia stealth.
Se l’Iran schierasse le batterie terra-aria S-300 sulle isole del Golfo, ad esempio, proietterebbe la copertura aerea fino a Kuwait City, comprese le basi di Ali al-Salem, Ahmad Al-Jaber, Al-Minhad ed Al-Dhafra. Rientrano nel raggio degli S-300 anche i giacimenti petroliferi di Zakum e Shariqah nel Qatar.
In caso di crisi, i corridoi aerei utilizzati dai vettori internazionali attraverso il Golfo potrebbero essere vietati dagli S-300 iraniani.
(foto: IRNA)

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