L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 ottobre 2016

Monte dei Paschi di Siena - l'alternativa alla Jp Morgan c'è ma la decisione è politica, del governo

Mps: piano Passera piace ai mercati, non convince la Consob

19 ottobre 2016, di Daniele Chicca
ROMA (WSI) – Il piano di aumento di capitale proposto dal banchiere ed ex ministro Corrado Passera, sponsorizzato da Bob Diamond, ex AD di Barclays, piace ai mercati finanziari che premiano i titoli di Mps, ma non ha ancora ottenuto il via libera della Consob che ha chiesto delucidazioni ulteriori e sul quale il board della banca più antica al mondo ha preferito temporeggiare. È questa, in sintesi, la situazione attuale della banca, in piena crisi patrimoniale.
Al termine del CdA del gruppo, durante il quale è stata esaminata la nuova proposta dell’ex Ceo di Intesa Sanpaolo, rimangono ancora dubbi sulla fattibilità del progetto di rafforzamento del capitale di 5 miliardi, pari a dieci volte la capitalizzazione attuale di Mps, e che prevede l’intervento di grandi investitori del settore privato, che parteciperebbero con un finanziamento di fino a 2 miliardi di euro. Tra questi hanno dato la disponibilità alcuni fondi americani, come Warburg Pincus, e il veicolo di investimento fondato nel 2013 da Diamond, Atlas Merchant Capital.
Se al termine della due diligence della durata di un mese il board della banca senese dovesse dare il suo ok, l’investimento si concretizzerebbe nella seconda metà di novembre, qualche giorno prima dell’avvio della ricapitalizzazione. Per la stesura del piano Passera ha potuto contare sulla consulenza degli esperti di Boston Consulting Group e per gli aspetti legali di quella dello studio di avvocati Cleary Gottlieb.
Il progetto verrà approfondito solo dopo la presentazione del piano industriale, che prevede anche lo smaltimento dei in portafoglio come richiesto dallaBce. La Consob si è mossa per tempo e ha già chiesto di conoscere altri dettagli: in serata l’autorità di regolamentazione dei mercati finanziari guidata da Giuseppe Vegas incontrerà Passera per ottenere chiarimenti su un piano, il cui punto di forza è la partecipazione di grandi investitori istituzionali.
Gli investitori credono nell'attuazione del piano di messa in sicurezza di Mps proposto da Passera lo scorso 13 ottobre, il quale si basa su un’offerta non vincolante. Il titolo vola anche oggi in Borsa, forte di un progresso anche superiore al +12% tra volumi sostenuti. Il piano industriale del gruppo sarà approvato dal CdA il 24 ottobre

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