L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 ottobre 2016

'Ndrangheta senza la Massoneria in Italia e non solo non sarebbe così potente

Il procuratore Cafiero De Raho sentito in Commissione parlamentare antimafia: gli invisibili e i rapporti tra ‘ndrangheta e massoneria





di Giovanni Verduci
Reggio Calabria. Gli invisibili hanno tenuto in braccio la ‘ndrangheta, l’hanno fatta crescere fino a farla diventare l’organizzazione criminale più potente del mondo. Come bravi genitori l’hanno difesa da “torti” o “abusi”, l’hanno messa al riparo dagli sguardi indiscreti di forze dell’ordine e magistratura. Piegando le regole dei “liberi muratori” alle proprie convenienze, questa area vasta di colletti bianchi ha fatto il gioco di “mammasantissima” senza scrupoli e con le tasche piene di denaro. Se non ci fosse stato questo scudo protettivo la storia ci racconterebbe un esito diverso della diuturna lotta fra lo Stato e l’antistato. Ne è convito Federico Cafiero de Raho, il procuratore capo di Reggio Calabria, che nei giorni scorsi è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare antimafia.
“Pur concentrando l’attenzione sulla città – spiega Cafiero de Raho ai componenti della commissione facendo riferimento alle ultime risultanze investigative – il quadro che se ne trae dimostra come la ’ndrangheta non avrebbe mai potuto raggiungere tali livelli se non fosse stata sostenuta da quella rete segreta che si è ritenuto di individuare nei destinatari dell’ordinanza”. Per gli ‘ndranghetisti che avevano messo a riposo la coppola e la lupara, per vestire giacche eleganti e imbracciare valige piene di soldi, il contatto con la massoneria, la capacità di trovare al suo interno dei punti di riferimento, era uno schermo, il passepartout per entrare in contatto con la società che conta, per inserirsi negli affari e nella politica. Questa rete segreta, sconosciuta anche ai vertici del Grande Oriente d’Italia, per il procuratore capo di Reggio Calabria “è lo strumento attraverso il quale negli ultimi dieci, quindici anni la ‘ndrangheta ha intrattenuto i propri rapporti con quell’area grigia che era inserita nella massoneria”.
Quindi la massoneria è “stata piegata” all’esigenza della ’ndrangheta di entrare in contatto con la società schermandosi. Chi entra dentro questa rete segreta è in grado di cancellare il suo passato e riaccreditarsi negli ambienti politici che contano, di indirizzare il futuro politico e amministrativo della città di Reggio Calabria e della sua provincia, di condizionarne il suo operato fino a piegarlo ai voleri dei capi famiglia e di garantire alla ‘ndrangheta l’entratura giusta per accaparrarsi gli affari milionari che ruotano attorno al territorio reggino. “La componente riservata – spiega Cafiero de Raho – è formata da soggetti diversi, che restano occulti alla stessa massoneria, perché sono persone che, dovendo schermare l’organizzazione ed essendo note soltanto a determinanti appartenenti all’organizzazione dei vertici più elevati, non si possono esporre a nessuna altra forma evidente quale il Grande Oriente d’Italia o similari associazioni massoniche”.

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