L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 ottobre 2016

Nicola Gratteri - la coerenza e logica intellettuale del nostro diventano baluardo insormontabile per la 'ndrangheta che farà di tutto per eliminarlo e noi non c'è lo possiamo permettere

Boss minaccia pm Manzini, Gratteri: "Toccati nervi scoperti"

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Catanzaro - "Ciò che è accaduto in aula è una 'caduta di stile' di alcuni 'ndranghetisti che solitamente non fanno sceneggiate plateali. Però se si è arrivati a esternare così insofferenza davanti alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia vuol dire che sono stati toccati nervi scoperti e che si è toccato i vertici di alcune famiglie 'ndranghetiste". A dirlo è stato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri in relazione a quanto accaduto alcuni giorni fa nel tribunale di Vibo Valentia dove il boss Pantaleone Mancuso, capo della cosca di Limbadi, collegato in video conferenza ha inveito contro il procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini, applicata alla Dda di Catanzaro per seguire il processo come pm, ed i carabinieri, arrivando ad intimare al pm di "stare zitta".
"Dal punto di vista investigativo e giudiziario - ha aggiunto Gratteri - è positivo perché consente alla Procura, rappresentata in aula dalla dottoressa Manzini, di spiegare meglio la portata criminale e la pericolosità dei soggetti. Certo dispiace ed esprimo massima solidarietà alla collega Manzini e al tribunale e voglio ribadire che né lei né i giudici sono soli. La dottoressa Manzini è procuratore aggiunto a Cosenza ma per noi fa parte della magistratura inquirente di Catanzaro che sta diventando sempre più unita e compatta". Gratteri ha anche riferito di avere ricevuto una telefonata di Giovanni Melillo, Capo Gabrinetto del Ministro della Giustizia, "per esprimere la solidarietà del Ministro e di considerare il Guardasigilli pronto ed attentato per qualsiasi cosa sia necessaria per la sicurezza dei magistrati e la funzionalità dell'ufficio. Mi ha anche riferito che che c'è il massimo interesse per il distretto di Catanzaro".

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