L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 ottobre 2016

Pavel distorce i fatti l'aggressione a Mosca è degli Stati Uniti ed Europa che hanno soffiato sul fuoco del ribaltamento ucraino, la Russia sta soltando difendendosi. La Nato è disposta ad intervenire il Libia, in prima istanza instaurato un governo fantoccio e poi ordinandogli di farli intervenire, gli uomini ragliano e gli asini volano

PAVEL: DIFESA UE POTREBBE COZZARE CON INTERESSI NATO

di Redazione
16 ottobre 2016, pubblicato in Analisi Mondo
PTA45996c_p201209020173301
di Massimo Nesticò – ANSA
La Russia “non è un nemico”, ma la Nato “deve essere pronta a rispondere militarmente ad ogni minaccia”. La Turchia “fa parte dell’Alleanza e non va abbandonata, altrimenti potrebbe guardarsi intorno in cerca di alternative”. Sul progetto di Difesa europea, “occorre evitare una competizione per le risorse”.
Il generale Petr Pavel, presidente del Comitato militare della Nato, in visita a Roma, incontra alcuni giornalisti per illustrare la strategia dell’Alleanza Atlantica sui principali dossier internazionali.
Il tema più scottante è ovviamente l’aggressività di Mosca e su questo il generale Pavel offre un punto di vista particolare, essendo il primo ufficiale di un Paese dell’ex blocco sovietico (la Repubblica Ceca) ad aver assunto il ruolo di responsabile delle attività della struttura militare Nato.
“Noi – ha esordito – non vediamo la Russia come un nemico, ma come un competitor strategico.
Le capacità militari di Mosca sono fuori discussione, stanno ulteriormente crescendo ed i loro passi nell’arena internazionale – ha avvisato – devono renderci vigili per cercare di capire quale è l’obiettivo. Militarmente dobbiamo essere pronti a rispondere ad ogni potenziale minaccia”.
E se molti guardano con diffidenza l’avvicinamento tra Russia e Turchia, il presidente del Comitato militare della Nato non esprime preoccupazione.
“La Turchia – ha constatato – è purtroppo esposta sia alle sfide provenienti da Est che da Sud, subisce il flusso dei rifugiati dalla Siria ed è esposta ad attacchi terroristici più di ogni altro Paese Nato.
Credo che dovremo essere vicini alla Turchia, non abbandonarla. Se lo facessimo creeremmo le condizioni perché si guardi attorno per cercare alternative.
Le comunicazioni tra Turchia e Russia inoltre – ha aggiunto – in questo momento potrebbero aiutare ad alleggerire la tensione tra Mosca e Nato”.
Se in cima all’agenda ora c’è l’Est, il generale Pavel ha assicurato tuttavia che non si trascura il fianco Sud dell’Alleanza, il Mediterraneo.
“Stiamo per lanciare – ha spiegato – iniziative per affrontare le sfide più delicate, dal terrorismo al flusso migratorio. Il nostro approccio è quello di supportare le capacità delle nazioni della regione. Siamo pronti, ad esempio, ad aiutare la Libia su richiesta del Governo di Tripoli”.
Nelle ultime settimane, poi, anche su iniziativa dell’Italia, si stanno rafforzando gli sforzi per far nascere un progetto di Difesa europea, che potrebbe in qualche modo cozzare con gli interessi dell’Alleanza Atlantica.
Una preoccupazione che condivide anche Pavel. “Dobbiamo – ha premesso – vedere attentamente come si sviluppa il processo per evitare duplicazioni e competizione.
Ci sarà – ha avvertito – una competizione per le risorse perché due terzi delle nazioni sono le stesse tra Ue e Nato e si pesca dagli stessi fondi.
Se gli Stati sono meno intenzionati a dare risorse in termini di uomini e finanziamenti alle strutture Nato, come potranno trovare risorse addizionali per replicare queste strutture nella Ue?
Immagini: Nato, Respekt e Lidovky.cz

Nessun commento:

Posta un commento