L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 ottobre 2016

Sanzioni alla Russia, bene Renzi. Gli euroimbecilli non ci prendono in giro ad Aleppo ci sono 1000/2000 tagliagola che tengono in scacco tutta la città

CONSIGLIO UE, IL RETROSCENA

Siria, il summit notturno e le sanzioni alla Russia: alla fine vince il no di Renzi

La cancelliera Merkel le aveva chieste con forza ma alla fine sono state eliminate nel documento finale del vertice soprattutto per l’opposizione del premier

di Ivo Caizzi, inviato a Bruxelles



Al termine del Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Ue, a Bruxelles, è emerso con chiarezza il duro scontro avvenuto tra Germania e Italia sulle possibili sanzioni alla Russia per i bombardamenti in Siria, che erano state chieste dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e sono state fatte cancellare nel testo delle conclusioni soprattutto per l’opposizione del premier Matteo Renzi.

Sanzioni alla Russia: asse Berlino-Parigi-Londra

«Io avrei accolto con favore il testo che c’era nella bozza originaria», ha ammesso Merkel, che aveva trasformato la minaccia di sanzioni a Mosca nella priorità tedesca al summit, grazie anche all’appoggio esplicito del presidente francese François Hollande e della premier britannica Theresa May. La cancelliera non ha però voluto commentare le indiscrezioni sui toni molto accesi durante l’opposizione alle sanzioni di Renzi, che avrebbero provocato l’estensione della prima giornata del summit fino a tarda notte. Si è limitata a dire di non voler «entrare nel dettaglio delle conclusioni a porte chiuse».

Renzi: «Sanzioni non sono un deterrente»

Renzi ha confermato la contrarietà dell’Italia sulle sanzioni a Mosca per la Siria e la soddisfazione per il testo con termini «duri» poi concordato. «La Russia è il nostro vicino più grande e il più legato alla questione siriana – ha detto il premier a Bruxelles -l’auspicio è che tutti si possa arrivare a una tregua duratura e alla pace, in particolar modo per la sventurata popolazione di Aleppo». L’Italia contesta soprattutto l’utilità delle sanzioni come «deterrente». Renzi, criticando implicitamente Merkel, Hollande e May, le ha definite «solo un alibi da usare in politica interna». La sua linea è che «Europa e Russia devono tenere aperto un canale di dialogo e comunicazione». Renzi ha cercato di raffreddare il contrasto con Merkel escludendo un suo atteggiamento anti-Berlino. «Abbiamo un’ottima relazione con la Germania – ha dichiarato - su molte cose non siamo d’accordo, ma questo accade tra amici. L’atteggiamento dell’Italia non è una postura muscolare, ma è quello che serve all’Europa. L’Italia non può arrivare qua e ratificare altrui decisioni».

«Tutte le opzioni ancora sul tavolo»

La cancelliera intende però insistere con il suo obiettivo alla luce del continuo monitoraggio di quanto avverrà in Siria già dai prossimi giorni. A Bruxelles Merkel ha sottolineato che dal summit è uscito solo «il minimo che siamo riusciti a concordare» e che «tutte le opzioni restano sul tavolo», comprese le sanzioni ad alleati del regime siriano di Assad, come la Russia, impegnati nei bombardamenti ad Aleppo, dove «ciò che sta accadendo è inumano».

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