L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 ottobre 2016

Siria&Parigi&Bruxelles&Nizza i tagliagola mercenari sauditi lasciano ai tagliagola mercenari turchi la città di Dabiq con estrema facilità, probabile con concordia

Siria, l'Isis perde la città simbolo di Dabiq

(afp)

L'offensiva di ribelli e milizie filo turche contro il centro controllato dallo Stato Islamico. Liberata anche Soran. Preparativi in Iraq per liberare Mosul

16 ottobre 2016

DABIQ - Le forze ribelli siriane appoggiate dalla Turchia hanno liberato la città di Dabiq, fino ad oggi nelle mani dello Stato Islamico. Le forze dell'Esercito siriano libero (Fsa) hanno riconquistato anche la vicina città di Soran. Entrambi i centri si trovano a nord di Aleppo.

La città di Dabiq è particolarmente importante sia per la posizione strategica tra Aleppo e il confine turco-siriano sia perché la città è il luogo dove, secondo una profezia, avverrà lo scontro finale tra islam e infedeli, con la vittoria dei musulmani.


Intanto in Iraq si prepara l'offensiva per liberare Mosul. In una riunione con il premier iracheno, Haider al-Abadi, sono stati decisi i numeri delle forze in campo che si affiancheranno all'esercito iracheno. L'offensiva vedrà anche il tentativo di riprendere al Hawija, città della provincia di Kirkuk.

Le milizie sciite parteciperanno con novemila uomini, e anche i peshmerga curdi - nonostante l'opposizione del governo di Bagdad - parteciperanno all'attacco, come ha assicurato il presidente della regione autonoma del Kurdistan, Massoud Barzani. 

Secondo Barzani i preparativi dell'offensiva sono ormai terminati. Nuovi rifornimenti sono giunti dalla capitale irachena nella zona della diga di Mosul, che è una delle tre direttrici dalle quali partirà l'offensiva.

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