L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 ottobre 2016

Sotto il cielo di Renzi la rivoluzione silenziosa avanza. Il canone lo paghi lui che ha occupato uno spazio pubblico a suo uso e consumo

ATTUALITÀ ECONOMIA | giovedì 06 ottobre 2016, 17:00

Canone Rai, dalla maxi rata incassato meno del previsto



Sul canone Rai i conti non tornano. Dopo la prima tornata di rate dell’imposta in bolletta, gli incassi non arrivano neppure a 1 miliardo di euro, come risulta dai dati del Ministero dell’economia nell’aggiornamento del fabbisogno statale. Un risultato molto lontano da quell’ 1,3 miliardi di euro preventivati e che sarebbero dovuti entrare nelle tasche della rete attraverso la prima rata. Calcolare l’esatto ammontare dei ricavi da canone tv è ancora molto difficile e complicato, visto il numero delle compagnie elettriche coinvolte.

Ci ha provato un recente studio di Slc-Cgil che ipotizza che l’incasso per l’erario potrebbe essere più basso di quello del 2013 a causa di dichiarazioni di esenzione per mancanza del televisore (sarebbero già oltre 1,2 milioni) e da parte degli over 75 esenti di diritto (300 mila persone).

A tutto questo va aggiunta la stima degli utenti morosi. Per le compagnie elettriche sarebbero circa il 4%. Una percentuale che però non considera gli utenti che hanno la domiciliazione bancaria della bolletta (il 60% del totale) e che hanno potuto chiedere all’istituto lo scorporo della voce del canone perché non in possesso della tv. Secondo la Slc-Cgil la platea di 22 milioni utenti elettrici che devono pagare il canone Rai è gonfiata e per questo le stime di extra gettito previste sono a rischio.


Le previsioni del governo sembrano, quindi, essere troppo ottimistiche, considerato che il grosso del canone è già stato pagato con la maxi rata di luglio corrispondente a circa 70 euro. Le altre 30 euro saranno pagate con le altre fatture entro ottobre. Qualcosa non quadra, quindi.

Il canone Rai si conferma la tassa più odiata dagli italiani, e la scelta di inserire il balzello in bolletta non sta dando i risultati sperati, ma anzi sta producendo l’effetto opposto: gli utenti vivono la rivoluzione del canone come un abuso ingiusto, l’evasione prosegue e i cittadini si stanno ribellando all’imposizione del canone in bolletta, come risulta dai deludenti dati sugli incassi.

Nessun commento:

Posta un commento