L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 ottobre 2016

Stati Uniti decadenti - Wells Fargo è marcia ma i banchieri tutti continuano a guadagnare redditi abnormi, inconcepibili e immorali

VILLAGGIOGLOBAL
FAR WEST

Federico Rampini

Che differenza c’è tra lei e un rapinatore? Perché non sta in prigione? Così il deputato Michael Capuano, democratico del Massachusetts, ha apostrofato uno dei banchieri più importanti del mondo. È avvenuto in pubblico, in diretta tv, in un’inchiesta parlamentare. L’imputato è John Stumpf, capo di Wells Fargo. La banca è al centro di una serie di scandali, il più grosso dei quali riguarda la creazione di conti-fantasma, intestati ai clienti senza che loro ne sapessero nulla, per addebitargli spese e commissioni aggiuntive. Ma c’è di più, dalle frodi sui prestiti ai militari ai pignoramenti illegali nei confronti di debitori. Stumpf è il primo banchiere americano a cui abbiano finalmente inflitto una multa ad personam : ci ha rimesso 41 milioni. Ma dopo anni di malefatte è a piede libero e conserva il suo incarico, cosa che giustamente sembra assurda al deputato del Massachusetts. I suoi colleghi non sono stati più indulgenti. Un altro deputato, Gregory Meeks di New York, ha detto: «Questa banca è marcia e lei è il capo del marciume». Altri hanno definito Wells Fargo “un’impresa criminale”. È toccato al deputato repubblicano Jeb Hensarling del Texas pronunciare la verità più scomoda: «Tutto questo ha un sapore di déjà vu ». Proprio così: ci risiamo. Come nel 2008. Nulla è cambiato. Malgrado il disastro mondiale provocato dai banchieri di Wall Street, le inchieste e le sanzioni, tutto procede come prima. Molte delle malefatte di Wells Fargo risalgono ad anni successivi al 2008. I banchieri-banditi non hanno imparato nulla, non hanno corretto nulla. Com’è possibile? Il déjà vu non chiama in causa solo la finanza, ma implica responsabilità più generali: dei regolatori, della politica, dei media. Prendiamo le banche: ormai ci stiamo abituando al fatto che un sistema nevralgico dell’economia sia caratterizzato da comportamenti criminali. Eppure i banchieri continuano a guadagnare tantissimo, più degli imprenditori “veri”, godono di status e influenza. Poi vengono le responsabilità dei regolatori e della politica. Malgrado le riforme approvate durante la presidenza Obama è evidente che i controlli non funzionano e si interviene ex post, a sanzionare il delinquente, mentre un sistema sano dovrebbe impedire al banchiere di delinquere. Gli stessi congressmen che fanno la voce grossa perché siamo alla vigilia di elezioni, hanno depotenziato i testi di legge sulle banche quando li discutevano in aula. Né i media possono essere assolti, perché in una società dove il crimine alligna nella classe dirigente, anche il ruolo di denuncia della stampa è stato inadeguato. John Stumpf , presidente e Ceo di Well Fargo, condannato a multe salatissime per aver manipolato conti e clientele della banca
(03 ottobre 2016)

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