L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 ottobre 2016

Torino - un fatto è certo quando si tratta dei M5S il Circo Mediatico vede rosso precede perfino le decisioni della Fondazione massonica-mafioso-politico che fa filtrare pseudo notizie per mettere in imbarazzo la sindaca

Mostra di Manet a rischio, Appendino contro Fondazione Musei: «La presidente deve dimettersi»

La prima cittadina è andata su tutte le furie per aver appreso sui giornali che sarebbe saltata la mostra di Edouard Manet, quella che sarebbe dovuta essere uno dei fiori all’occhiello per la città di Torino

REDAZIONE TORINO domenica 16 ottobre 2016 - 10:57


Mostra di Manet a rischio (© )

TORINO - Dopo che un anno fa a Torino prendeva vita la mostra di Claude Monet alla Gam, quella che è risultata essere la più visitata in Italia nel 2016 con 300.000 accessi, ci si aspettava che a breve nel capoluogo sarebbero arrivate le opere di Edouard Manet, come preannunciato durante l’inaugurazione del sopracitato evento. E invece, così almeno pare, non ci sarà alcuna mostra, come hanno detto dagli uffici di Skira, i partner del Musée d’Orsay parigino e organizzatori degli eventi precedenti che, oltre Monet, aveva visto Torino diventare capitale impressionista con Renoir nel 2012. Un «no» che sembra avere le sue origini nel cambio di amministrazione in città, figlio di un rapporto da sempre teso tra Chiara Appendino, prima consigliera di minoranza e oggi prima cittadina, e Patrizia Asproni, presidente della Fondazione Musei.

L’ira del sindaco Appendino
La notizia è uscita sui giornali senza che l’amministrazione comunale ne sapesse nulla. E Chiara Appendino, da tre mesi e mezzo sindaco di Torino, non l’ha presa benissimo: «La Città non può tollerare che una Fondazione non sia in grado di mantenere i rapporti con un importante soggetto culturale», ha scritto in un comunicato stampa, «è a seconda volta che apprendiamo informazioni importanti riguardanti la Fondazione Torino Musei leggendo le dichiarazioni della presidente a mezzo stampa. Questo non è tollerabile, perché se fossimo stati interpellati come amministrazione, avremmo potuto dare il nostro sostegno ad una mostra che avrebbe completato la trilogia sulla pittura impressionista dopo le mostre di Renoir e Monet». Infine la prima cittadina chiede un passo indietro ad Asproni: «Mi aspetto che, per responsabilità, nei prossimi giorni la presidente rassegni le proprie dimissioni".

La risposta di Fondazione Torino Musei
La risposta non si è fatta attendere. «Leggo con sorpresa la dichiarazione resa dalla Sindaca sulla mostra di Manet e non comprendo infatti a quale presunta mancata informazione da parte mia faccia riferimento», dice la presidente Patrizia Asproni, «Allo stato non sono state ancora assunte decisioni sul progetto di mostra di Manet da tenere in collaborazione con il museo d'Orsay e Skira o con altri. Ho detto che ‘la partita è ancora aperta’ e ricordo che la scelta della programmazione, sia sotto il profilo qualitativo sia sotto quello temporale, è rimessa al direttore di ciascuno dei musei facenti parte della Ftm. Dopodiché la programmazione, come da statuto, viene sottoposta al Consiglio Direttivo della FTM, ente del tutto autonomo». In conclusione della risposta, la stessa Asproni parla del sindaco Appendino dicendo di aver richiesto fin dall’elezione un incontro con lei e che questo è stato calendarizzato il prossimo 24 ottobre. «Sarà mio piacere poter finalmente affrontare insieme le importanti questioni relative alla politica culturale cittadina".

Nessun commento:

Posta un commento