L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 ottobre 2016

Un governo infantile nasconde le carte a chi dovrebbe leggerle e dire si ad un imbroglio macroscopico

Ora la Camera ha il problema di dire sì al Def ottimista di Renzi

LEFT REDAZIONE 5 OTTOBRE 2016

Le polemiche sul Def, dalle pagine dei giornali sono arrivate in commissione bilancio, alla Camera, dove il documento economico del governo ha iniziato il suo iter parlamentare. Licenziato da palazzo Chigi il 27 settembre, dopo le audizioni con il ministro dell’Economia, la commissione ha però rallentato il ritmo, con le opposizioni, da Forza Italia, a Sinistra Italiana e 5 stelle che hanno chiesto più carte, più numeri a sostegno dei dati del governo. Una richiesta simile a quella avanzata anche dal presidente della commissione Francesco Boccia, dem.

Simone Alliva @SimoneAlliva

Da leggere l'editoriale montanelliano di @MassimGiannini oggi su Repubblica
Def, l'atto di fede del premier http://www.repubblica.it/politica/2016/10/05/news/def_l_atto_di_fede_del_premier-149125472/ …
10:55 - 5 Ott 2016


E così l’esame dell’aula slitta almeno di un giorno, da martedì prossimo a mercoledì. Serve un giorno in più alla commissione, dunque, che vuole alcune integrazioni del governo sulla nota di aggiornamento al Def. Note che permettano ai deputati, e poi ai senatori, di capire grazie a quali misure l’esecutivo ritiene di poter portare la crescita del Pil del 2017 all’1%. Una stima che i più hanno definito ottimistica. «Vedremo chi ha ragione», ha detto Renzi. Ma sul Def sarebbe meglio non fare scommesse. Secondo quanto è stato deciso nell’ufficio di presidenza della commissione Bilancio, infatti, l’esame del documento di economia e finanza non si concluderà «fino a quando il governo non abbia resi noti, sia alla commissione che all’ufficio parlamentare di bilancio, le misure dettagliate che saranno previste nel ddl di bilancio e l’impatto che tali misure potranno avere sul tasso di crescita».

Federico Mello @fedemello

Io non capisco una cosa. Per anni tutti a dire: basta austerity, vergogna. Poi sul Def il governo largheggia e tutti a dire, vergogna. Why?
14:13 - 5 Ott 2016


Il problema è dunque stabilire il confine tra una manovra correttiva che punti deliberatamente a aumentare il deficit per finanziare investimenti o altre politiche, e una manovra giudicata invece semplicemente «furba». Perché il governo ha sì corretto al ribasso le stime largamente ottimistiche fatte all’inizio dell’anno, ma si è mantenuto comunque alto. Il governo ha abbassato le stime, infatti, dall’1,2% previsto ad aprile allo 0,8% per il 2016 e dall’1,4% all’1% per il 2017. Ma il Fondo Monetario Internazionale ha stimato invece uno 0,8% per il 2016 e uno 0,9 per il 2017. L’Ocse dice 0,8% all’anno, Confindustria, 0,8% e 0,7. E sono comunque dati più alti di quelli su cui scommettono le banche d’affari




https://www.left.it/2016/10/05/ora-la-camera-ha-il-problema-di-dire-si-al-def-ottimista-di-renzi/

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