L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 21 ottobre 2016

Unesco - la Comunità di Sant'Egidio, un'altra congrega chiusa ma invadente, dimentica che il legame millenario degli ebrei in quelle terre è sempre stato improntato sulla morte, sangue e occupazione delle tribù native, bibbia docet

Sant’Egidio: l’Unesco nega la verità storica del Monte del Tempio di Gerusalemme

La Comunità disapprova la recente risoluzione della commissione «Programme and External Relations» sulla «tutela del patrimonio culturale della Palestina»


Sant’Egidio: l’Unesco nega la verità storica del Monte del Tempio di Gerusalemme

20/10/2016
REDAZIONE
TORINO

La Comunità di Sant’Egidio disapprova la recente risoluzione della commissione dell’Unesco «Programme and External Relations» sulla «tutela del patrimonio culturale della Palestina e il carattere distintivo di Gerusalemme Est». «La scelta di usare esclusivamente la denominazione “Nobile santuario”, che in arabo indica la moschea di Al-Aqsa, e ignorare il termine ebraico “Monte del Tempio”, contraddice la vocazione dell’organismo internazionale deputato a tutelare il patrimonio culturale del mondo, denotando finalità politiche», afferma Sant’Egidio in una nota. 

«Il testo, adottato dalla Commissione dell’Unesco, nonostante la perplessità della stessa Direttrice generale, Irina Bokova, nega il legame millenario del popolo di Israele con i luoghi dove sorgeva il Tempio», aggiunge la Comunità. In questo modo, «oltre a offendere la sensibilità religiosa di milioni di ebrei, vengono ignorati elementi storici e archeologici inconfutabili, che non mettono in discussione la santità della stessa area per i credenti delle altre religioni». 

«Gerusalemme, il cui nome significa “città della pace”, non sia più strumentalizzata a fini politici - dichiara ancora Sant’Egidio -, ma diventi luogo di incontro e coabitazione in una rinnovata ricerca della pace che passi attraverso il necessario dialogo tra cristiani, ebrei e musulmani».

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