L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 dicembre 2016

Al Serraj, il governo fantoccio va alla guerra contro parte del suo popolo, gli stranieri che lo sostengono vogliono il petrolio

Libia, milizie fedeli ad Al Serraj attaccano porti petroliferi controllati da Haftar


MONDO

"Abbiamo lanciato un’operazione per riprendere il controllo dei porti petroliferi e liberarli dai mercenari", si legge in un nota diffusa dalle milizie vicine al governo di unità appoggiato dall’Onu. Poco dopo portavoce delle forze armate dell’est della Libia, Ahmed Al Mismari, hanno fatto sapere di aver respinto l’attacco. I nuovi episodi arrivano a 24 ore dall’annuncio da parte dell’alleanza delle milizie dell’ovest della liberazione di Sirte, roccaforte più occidentale dell'Isis. Farnesina: "Svolta decisiva"

di F. Q. | 7 dicembre 2016

Rischia di precipitare la già delicata situazione in Libia. Dopo gli scontri scoppiati nelle scorse settimane a Tripoli, città nominalmente sotto il controllo del governo di unità nazionale guidato da Fayez Al Serraj e patrocinato dall’Onu, oggi le milizie che appoggiano quest’ultimo hanno tentato un blitz per conquistare alcuni porti petroliferi controllati dalle forze fedeli al parlamento di Tobruk, che non ha mai riconosciuto l’esecutivo voluto dalle Nazioni Unite.

Questa mattina alcuni gruppi armati hanno brevemente preso il controllo della città libica di Ben Jawad, cercando di lanciare un attacco contro alcuni importanti scali della cosiddetta Mezzaluna petrolifera, tra i quali Sidra e Ras Lanuf, i più importanti del Paese. “Abbiamo lanciato un’operazione per riprendere il controllo dei porti petroliferi e liberarli dai mercenari“, si legge in un nota diffusa dalle milizie vicine al governo di unità appoggiato dall’Onu. Da settembre, la zona è sotto controllo del generale Khalifa Haftar, capo dell’esercito fedele al Parlamento riconosciuto da Tobruk e uomo forte dell’est della Libia, la scorsa settimana volato a Mosca per stringere accordi con la Russia di Vladimir Putin. “Una volta che avremo recuperato il controllo di Hilal al Nafti e dei suoi importanti porti, sarà consegnato alle istituzioni dello Stato libico e alle autorità competenti senza restrizioni o condizioni”, continua la nota.

Poco dopo portavoce delle forze armate dell’est della Libia, Ahmed Al Mismari, hanno fatto sapere di aver respinto l’attacco, rispondendo con artiglieria pesante e aiuti aerei. I leader della fazione rivale, ha fatto sapere Al Mismari, sono stati arrestati. Ancora non è chiara la situazione in questa regione chiave per l’esportazione petroliferia, che aveva ripreso l’attività a settembre dopo due anni di controllo della Forza di protezione. I nuovi episodi arrivano a 24 ore dall’annuncio da parte dell’alleanza delle milizie dell’ovest della Libia della liberazione della città di Sirte, roccaforte più occidentale dello Stato islamico.

“La liberazione di Sirte da parte di forze che fanno capo al Consiglio Presidenziale del governo di accordo nazionale segna una svolta decisiva nella lotta a Daesh e una nuova tappa nel difficile percorso di progressiva stabilizzazione della Libia”, sottolinea la Farnesinaassicurando che “l’Italia resta impegnata a fianco delle istituzioni libiche nella lotta contro il terrorismo”. Tra lunedì e martedì le milizie di Tripoli e Misurata avevano annunciato di aver portato a termine la battaglia iniziata con l’annuncio dell’operazione Bunyan al Marsous (edificio solido) lanciata il 12 maggio e aver sconfitto i jihadisti nella città costiera. Immagini circolate sui social network mostravano festeggiamenti e caroselli di auto in strada.

Intanto, la National Oil Corporation della Libia (la compagnia petrolifera nazionale) ha evacuato lo staff non essenziale dal porto di Es Sider dopo la notizia di scontri militari nelle vicinanze, ma non sta sospendendo le operazioni.

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