L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 10 dicembre 2016

Gli ebrei usano la menzogna come arma, il loro obiettivo è accaparrarsi la Palestina e un domani i territori intorno per il grande israele

MONDO
9 DICEMBRE 2016
Israele ha creato e diffuso una falsa mappa sulle attività militari di Hezbollah

Spacciandola per vera: ma poi una persona su Twitter ha capito che le cose non tornavano


Il 6 dicembre l’account Twitter dell’esercito israeliano ha diffuso un’immagine che diceva di mostrare tutte le infrastrutture militari di Hezbollah nel sud del Libano, cioè nella fascia di territorio libanese che confina con Israele. Nella mappa erano segnate più di 200 città in cui – secondo l’esercito israeliano – Hezbollah, gruppo sciita considerato terrorista da diversi paesi, aveva costruito basi militari per le sue operazioni: erano segnate, tra le altre, le infrastrutture sotterranee, i magazzini di armi e la posizione dei lanciarazzi. Il testo del tweet contenente l’immagine diceva: «Questo è un crimine di guerra». L’immagine però era falsa, come ha scoperto un utente su Twitter e come ha poi successivamente ammesso ai giornali l’esercito israeliano.



L’utente Judge Dan ha scoperto che la mappa non era stata “declassificata”, come diceva nel tweet l’esercito israeliano, e non era nemmeno una mappa delle postazioni militari di Hezbollah in Libano: era stata inventata di sana pianta dai militari israeliani. Judge Dan è arrivato a questa conclusione scoprendo che nella mappa venivano ripetuti pattern di punti colorati identici tra loro, come se fossero stati preparati e poi incollati sopra l’immagine. Il quotidiano israeliano Times of Israel ha detto che la diffusione dell’immagine falsa è stata «un tentativo di creare le condizioni per una futura azione militare e un avvertimento per lo stesso gruppo terrorista: voleva essere una dimostrazione delle superiori capacità d’intelligence di Israele».

Channel 2, una rete televisiva israeliana, ha detto che la mappa twittata dall’account dell’esercito israeliano è stata mostrata a tutti i diplomatici stranieri in visita in Israele. L’obiettivo, ha detto Channel 2, sarebbe stato convincere i governi stranieri che Hezbollah continua a essere una minaccia per la sicurezza di Israele, nonostante da tempo gli sforzi del gruppo libanese siano diretti soprattutto a garantire la sopravvivenza del regime siriano di Bashar al Assad, suo alleato. Hezbollah era intervenuto in Siria già nelle prime fasi della guerra: una delle prime importanti battaglie vinte da Assad grazie ai miliziani del gruppo era stata quella di Qusayr, città siriana che si trova sulla strada che da Damasco porta alla costa occidentale della Siria. Da allora gli attacchi di Hezbollah contro Israele sono diminuiti notevolmente rispetto agli anni precedenti, anche se di recente ci sono stati altri tipi di scontri. Nelle ultime due settimane, per esempio, Hezbollah ha accusato due volte Israele di avere bombardato alcune sue installazioni; Israele non ha confermato il suo coinvolgimento negli attacchi.

Non è la prima volta che l’esercito israeliano prende di mira Hezbollah usando mezzi di questo tipo. Come ha scritto Haaretz, nel 2013 l’account dell’esercito israeliano pubblicò una finta pagina Facebook di Hezbollah che si chiamava: «Se Hezbollah avesse un account Facebook, sarebbe fatto così». Nella descrizione della pagina c’era scritto: «I nostri obiettivi sono la distruzione di Israele, l’eliminazione di ogni influenza occidentale e l’istituzione di una teocrazia sciita in Libano». I militari israeliani crearono anche un sito chiamato “L’esercito terrorista di Hezbollah”, che viene aggiornato di tanto in tanto con informazioni raccolte da siti internet e altre fonti, «che vengono verificate prima della pubblicazione».

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