L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 30 dicembre 2016

Gli operai esistono e i metodi per sfruttarli e sottometterli sono sempre i medesimi, condizioni di lavoro, 63 euro mese e licenziamenti se protestano

Bangladesh, operai scioperano chiedendo aumento stipendio: 1500 licenziati
Bangladesh, operai scioperano chiedendo aumento stipendio: 1500 licenziati
Bangladesh, operai scioperano chiedendo aumento stipendio: 1500 licenziati

ROMA – Più di mille lavoratori sono stati licenziati in Bangladesh dopo aver scioperato contro le condizioni di lavoro nelle fabbriche tessili del centro di produzione di Ashulia che realizza abiti per alcune fra le più note marche di abbigliamento occidentali come Gap, Zara e H&M. Lo riporta il quotidiano britannico The Guardian.
Il motivo dello sciopero? Gli operai chiedevano un aumento di stipendio. La loro attuale retribuzione è fissata a 5300 taka al mese, pari a circa 63 euro.
La polizia, che ha definito “illegali” le proteste, ha fatto sapere che ora tutte le fabbriche hanno ripreso a lavorare regolarmente. “Circa il 90 per cento dei lavoratori ha ripreso il servizio”, ha detto il vice capo della polizia Nur Nabi, confermando all’AFP il licenziamento di almeno 1500 lavoratori. Molti di questi hanno scoperto di aver perso il lavoro solo una volta tornati in fabbrica, dove hanno trovato una lista con i nomi dei licenziati appesa ai cancelli.

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