L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 30 dicembre 2016

Monte dei Paschi di Siena - Bail in uccidere il risparmio questo voleva il governo Renzi e questo sta attuando il governo fantoccio, euroimbecilli cercasi. Il dito, la luna è l'implosione dell'EURO in cui l'Italia rimane una landa desolata

Banche italiane, Bail-in

Salvataggio MPS, Germania invoca il bail-in: confusione sul destino degli obbligazionisti

Il salvataggio di MPS dovrà passare prima per il bail-in e solo successivamente per gli aiuti statali. E' la posizione della Germania, che invita Roma al rispetto delle regole.

Giuseppe Timpone
Ieri - 29 Dicembre 2016, ore 07:25



Se tre indizi fanno una prova, spiace dirlo, ma gli obbligazionisti di MPS, compresi quelli senior o ordinari, dovrebbero iniziare a prendere sul serio l’ipotesi di essere le prime “cavie” del bail-in, il complesso delle nuove norme sui salvataggi bancari, in vigore dall’1 gennaio 2016. Se subito dopo il varo del decreto “salva risparmio” del giovedì scorso era stato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, a mettere le mani avanti sul rispetto delle regole europee, nelle ultime 24 ore è toccato al governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, e al portavoce del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ribadire la posizione della Germania: il salvataggio di MPS da parte dello stato con aiuti pubblici è possibile, a patto che prima mettano mano al portafoglio gli investitori privati, ovvero azionisti e obbligazionisti. (Leggi anche: Obbligazionisti MPS, salvataggio pubblico con tanti dubbi)

Poiché il deficit di capitale è stato stimato in 8,8 miliardi da parte della BCE, non più a 5 miliardi, nemmeno l’integrale conversione di tutti i 5 miliardi di obbligazioni subordinate in azioni basterà a coprire tale “buco”, rendendosi necessaria, ai termini del bail-in, la partecipazione alle perdite anche degli obbligazionisti senior. Questi non rischieranno di vedere svanire l’intero valore dei bond in loro possesso, ma sui 17 miliardi complessivi, dovrebbero rimetterci intorno al 20%. Solo successivamente, lo stato potrebbe intervenire con aiuti pubblici. Questo prevedono le norme sul bail-in, questo sostengono i tedeschi e i loro alleati europei. Che si possa optare per una soluzione morbida è altresì possibile, per ragioni di opportunità politica, ma ad oggi, nonostante l’ubriacatura del decreto del governo, i fatti ci spingono a ritenere che MPS stia andando non tanto in prima istanza verso una nazionalizzazione, quanto una previa applicazione delle nuove regole.

https://www.investireoggi.it/economia/salvataggio-mps-germania-invoca-bail-confusione-sul-destino-degli-obbligazionisti/

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