L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 31 dicembre 2016

Monte dei Paschi di Siena - il sistema massonico mafioso politico del corrotto Pd NON vuole far chiarezza

Quella Commissione d'inchiesta di cui si parla troppo poco

La proposta dell'economista Zingales


Marcello Zacché - Ven, 30/12/2016 - 17:03

A lanciare la proposta con determinazione è stato Luigi Zingales, economista italiano tra i più conosciuti al mondo, nell'intervista al Giornale del 27 dicembre scorso: una commissione d'inchiesta per le banche italiane.



O perlomeno, per Mps, un'indagine affidata dalla banca a un consulente esterno. Ieri l'idea è stata rilanciata da Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: «Serve una commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario, e mi candido ufficialmente a presiederla. Questa commissione, che richiediamo da tempo, non è mai partita per volere del Pd: cosa ha da nascondere il partito di Renzi?».

Di certo sarebbe bene che questa proposta non scivoli via come l'acqua perché è evidente a tutti che in Mps - ma come minimo anche nelle banche popolari venete e nei quattro istituti salvati lo scorso anno - i panni sporchi ci sono eccome. E a questo punto il governo - come sostiene Zingales - non può non prendersi la responsabilità di fare chiarezza. È una questione di trasparenza ma non solo: con l'intervento dello Stato nel capitale del Monte dei Paschi, tutti i contribuenti italiani diventano azionisti della banca senese. E lo fanno obtorto collo, per ragioni di interesse nazionale, decise dal governo. Tutto bene: è il minore dei mali perché evita un fallimento bancario e permette, in questa fase, di salvaguardare anche gli investitori più deboli.

Ma proprio per questo diventa un diritto dei nuovi soci quello di sapere per quali motivi sono stati costretti a investire i propri soldi in Mps. Così da individuare gli eventuali colpevoli e avanzare tutte le possibili azioni risarcitorie. Succede in tutte le situazioni societarie private: a maggior ragione dovrà succedere con i soldi pubblici.
 

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