L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 27 dicembre 2016

Monte dei Paschi di Siena - la fregatura è arrivata a compimento gli obbligazionisti subordinati TUTTI obbligati a divenire normali perdendo la tutela dell'investimento, risparmi by by


L’aumento di capitale 26 dicembre 2016

Mps, la Bce alza il prezzo: da 5 a 8,8 miliardi. Cosa accade ai risparmiatori

Milano - L’aumento di capitale di Mps richiesto dalla Bce potrebbe aggirarsi intorno agli 8,8 miliardi di euro a carico dello Stato e degli obbligazionisti. Secondo quanto scrive il sito del Sole 24 Ore, la cifra è contenuta in una lettera inviata nel pomeriggio dalla Vigilanza di Francoforte, dopo l’avvio la settimana scorsa del processo per la ricapitalizzazione precauzionale. Il Sole 24 Ore parla «di un evidente differenza rispetto al fabbisogno di 5 miliardi ancora avallato dalla Bce il 23 novembre, alla vigilia dell’assemblea straordinaria di Mps, che aveva approvato l’aumento. L’ammontare sarebbe stato rivisto in base ai risultati degli stress test di luglio, valutati però alla luce del trattamento riservato a suo tempo dalle banche greche: degli 8,8 miliardi circa 4,5 sarebbero direttamente a carico dello Stato, gli altri 4,3 degli obbligazionisti (con circa 2 miliardi rimborsabili però sempre dallo Stato ai bondholder retail)».
L’intervento dello Stato per il salvataggio di Mps è, tra le tre ipotesi che erano in campo, una soluzione intermedia in termini di effetti sui clienti, siano essi correntisti, azionisti, obbligazionisti o altro. È molto più soft rispetto alle perdite che avrebbe portato una procedura di salvataggio interno, un Bail-in; ma non è assolutamente priva di effetti come lo sarebbe stata, se non fosse fallita, una operazione di aumento di capitale sul mercato.
- OBBLIGAZIONI SUBORDINATE.
Viene azzerata l’operazione volontaria avviata la scorsa settimana di conversione dei bond in azione. Scatta invece un diverso meccanismo che, con l’intervento pubblico, comporta comunque inizialmente la conversione di tutte le obbligazioni subordinate in azioni della banca. È però prevista, come spiega Palazzo Chigi, una compensazione a tutela dei risparmiatori che viene così descritto in sintesi: 1) La banca propone di scambiare le azioni frutto della conversione delle obbligazioni subordinate con obbligazioni non subordinate di nuova emissione. 2) Il Tesoro acquista le azioni scambiate con le obbligazioni non subordinate di nuova emissione. Il risultato pratico, «al termine della procedura di compensazione orientata a tutelare i risparmiatori», è «che coloro che inizialmente detengono obbligazioni subordinate si troverebbero quindi a possedere obbligazioni non subordinate». La conversione delle obbligazioni Tier 1 - sottoscritte per lo più da clientela istituzionale - avverrà a un valore corrispondente al 75 percento del valore nominale; La conversione delle obbligazioni Tier 2 - sottoscritte per lo più da clientela retail - avverrà a un valore corrispondente al 100 percento del valore nominale.
- OBBLIGAZIONI NON SUBORDINATE.
Non ci sono conseguenze. Gli effetti diretti del meccanismo di intervento dello Stato si limitano alle sole obbligazioni subordinate.
- AZIONISTI.
Nessuna conseguenza diretta per i possessori di azioni. Gli eventuali effetti per chi ha in portafoglio titoli `Banca Mps´ sono legati esclusivamente agli andamenti di Borsa del titolo a Piazza Affari. Un aumento di capitale, come accadrà con l’intervento dello Stato, ha come effetto caratteristico un calo del valore a causa di un effetto diluitivo (aumenta il numero delle azioni che nel complesso `rappresentano´ lo stesso valore, quello che il mercato riconosce alla società quotata); in questo caso, tuttavia, è un effetto che appare già scontato dal mercato perché è noto da tempo l’ammontare dell’iniezione di capitale necessaria (lo stesso dell’operazione fallita sul mercato).
- CONTI CORRENTI. Il meccanismo di intervento dello Stato non avrà alcun effetto sui conti correnti. I rischi erano legati solo all’eventuale procedura di Bail-in, un caso in cui sarebbero stati tutelati i depositi dei clienti solo fino alla soglia di centomila euro. Ma né sopra né sotto questa soglia accadrà nulla.
- DEPOSITI E ALTRI TITOLI.
Nessuna delle ipotesi di intervento possibili avrebbe avuto alcun effetto su cassette di sicurezza, dossier titoli, fondi e gestioni patrimoniali . 

http://www.ilsecoloxix.it/p/economia/2016/12/26/ASPKowhF-risparmiatori_accade_miliardi.shtml

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