L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 27 dicembre 2016

Roma - Il Sistema massonico mafioso politico informativo odia la Raggi il problema è l'invio alla prefettura il problema e non i danni che potrebbero e hanno causato i botti fi fine anno

La Raggi ha proibito i botti e per noi ha fatto bene. Ma le ditte le fanno causa: proibizionismo becero

La Sindaca di Roma Virginia Raggi ha siglato l’atto con cui ha vietato i botti per l’ultimo dell’anno e ora a farle causa sono le ditte produttrici. “Siamo pronti a chiedere un risarcimento per i danni che abbiamo subito perché l’atto della Prima Cittadina ha bloccato un mercato che viaggia tra i 2 e i 3 milioni di euro. Vendiamo solo fuochi e petardi stracontrollati”: sono state queste le parole di Luca Proietta, membro del Consiglio Direttivo dell’Anisp, Associazione nazionale imprese spettacoli pirotecnici. ”Nelle ultime ore tanti rivenditori ci hanno chiamato per capire come restituire la merce”.
“Ci dicono che i clienti non comprano a causa del divieto del Comune. Sono stati messi al bando prodotti che hanno superato il vaglio di Commissioni composte anche da ambientalisti e animalisti”. 

Per Proietta, questa direttiva non fa altro che favorire la vendita di vere bombe sulle bancarelle abusive; i produttori e i distributori di botti impugneranno l’ordinanza firmata dalla Sindaca davanti al Tar del Lazio martedì 27 dicembre 2016 e chiederanno la sua abolizione. Come emanato dalla Sindaca ricordiamo che l’ordinanza in questione prevede “il divieto assoluto di usare petardi, botti, razzi e artifici pirotecnici tra il 29 dicembre e il 1 gennaio”. Una buona parte del campo mediatico ha fatto notare che la direttiva capitolina non è stata neanche inoltrata alla Prefettura e quindi non è stata pubblicata all’interno dell’Albo pretorio del Campidoglio: pur trattandosi di “incolumità pubblica e sicurezza urbana”, l’atto firmato dalla Raggi non è mai stato inviato a Palazzo Valentini.

Alcuni commercianti hanno fatto notare che “la Prima Cittadina ha fomentato il mercato illegale con quell’atto, che peraltro non ha alcun valore. C’è già una normativa europea che disciplina la libera circolazione e il commercio di fuochi d’artificio per i maggiorenni”. Altri invece hanno espresso il loro totale disaccordo ricordando che i sindaci tedeschi hanno dato il via libera ai fuochi anche in luoghi pubblici. “A Roma, invece, hanno vietato pure le scintilline. Proibizionismo becero”.

Come FarodiRoma noi riteniamo che abbia fatto bene e che si possa bene fare a meno dei botti e anche dei ricoveri al Pronto Soccorso che ne conseguono, quando non si tratta di funerali…
Grazie Sindaca per il suo coraggio!

Dario Caputo

http://www.farodiroma.it/2016/12/25/la-raggi-ha-proibito-i-botti-e-le-ditte-le-fanno-causa-proibizionismo-becero/ 

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