L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 29 dicembre 2016

Roma - mantenere la Raggi ma significativamente controllare tutti i suoi atti, l'alternativa a lei c'è è Marcello De Vito

Il dossier falso con cui vinse come sindaca e i ricatti: perché Virginia Raggi teme Marra

"Se parlo non so cosa succede" ripeteva l'ex braccio destro della prima cittadina. Fu lui a produrre la denuncia fasulla che distrusse il rivale di lei?

Virginia Raggi e Raffaele Marra
Virginia Raggi e Raffaele Marra
Redazione Tiscali
La aiutò a diventare sindaco di Roma, sconfiggendo con un dossier diffamatorio creato ad hoc il rivale candidato a Cinquestelle, Marcello De Vito. Per questo Raffaele Marra avrebbe un ascendente speciale sulla sindaca Virginia Raggi e sarebbe un caso attorno al quale il MoVimento 5 Stelle si spacca. E' una delle ipotesi da vagliare nelle indagini in corso da parte della Procura di Roma. Le dichiarazioni dell'ex capo dell'ufficio legale capitolino Severino Murra rese agli inquirenti, parlano di un ricatto che Marra sarebbe in grado di esercitare sulla Raggi. "So tutto di loro, prima o poi parlerò. E se parlo non so che cosa succede" avrebbe detto l'ex braccio destro della sindaca, ora agli arresti per corruzione insieme al costruttore Sergio Scarpellini. Quelle frasi potrebbero riguardare quanto accadde durante le cosiddette comunarie indette nel 2015 dal M5s. Quando fu messo a punto un piano determinante per la fortuna politica di Virginia Raggi.

De Vito messo nell'angolo

Non appena la collaborazione tra Marra, la Raggi, il segretario politico Salvatore Romeo e Daniele Frongia (poi vicesindaco, ora ex ma spostato nel ruolo di assessore) si perfeziona ecco il piano per sconfiggere il rivale al soglio capitolino: Marcello De Vito. Già capogruppo dei grillini in consiglio comunale per due anni, come documenta il giornalista de L'Espresso Emiliano Fittipaldi (pure intervistato da Tiscali). Dotato di ottimo credito politico, avversario da battere. La Raggi e il suo team, secondo quanto scrive Fittipaldi, vengono in possesso di un dossier falso che affossa la candidatura di De Vito. Accusato di aver fatto un accesso agli atti su richiesta di un privato, dunque di aver compiuto per questioni personali un abuso d'ufficio. Il fatto viene posto all'attenzione di tutti coloro che possono votare il candidato Cinquestelle alla guida di Roma, con la conseguenza che la sua candidatura si sgonfia, mentre cresce la popolarità della Raggi. Troppo tardi, De Vito riuscirà a dimostrare la sua completa innocenza rispetto alle accuse (dato che un consigliere comunale può fare accessi agli atti). La candidata del M5s a sindaco di Roma diventa Virginia Raggi, che poi vincerà. E' Marra l'autore di quel dossier diffamatorio costruito per distruggere l'avversario politico?

Le paure dei grillini e il sodalizio che nessuno scalfisce

Sempre secondo quanto scrive Fittipaldi, di queste manovre erano a conoscenza Alessandro Di Battista, presente alle riunioni in cui si valutava il da farsi di fronte alle gravi accuse mosse a De Vito, mentre Luigi Di Maio si schierava deciso a favore di Virginia Raggi. Personaggio inviso ad una parte del MoVimento, dato che Carla Ruocco, Roberta Lombardi, Paola Taverna e Roberto Fico fecero di tutto per dissuadere Grillo e Casaleggio dal sostenerla, spingendo perfino perché le fosse tolto il simbolo grillino. Fittipaldi, ad arresti di Marra e Scarpellini avvenuti, e mentre la magistratura vaglia anche la promozione a responsabile comunale del turismo di Renato Marra, fratello di Raffaele, su chiamata diretta della Raggi, cita un deputato del M5s secondo cui: "Ora traballano. Politicamente sono deboli come non mai: se Marra parlasse e inchiodasse definitivamente la sindaca alle sue responsabilità politiche, dovranno fare non uno, ma due passi indietro". Gli inquirenti, stando a fonti del Palazzo di Giustizia, pare siano intenzionati anche a indagare sulle modalità con cui Salvatore Romeo si è messo in aspettativa per poi essere nuovamente assunto da Virginia Raggi con una retribuzione tre volte superiore alla precedente, e sulle modalità di finanziamento della campagna della sindaca che a suo tempo raccolse 225 mila euro con donazioni spesso inferiori ai 5 mila. Poi c'è il ricco versante di affari che vede al centro Marra: dai giri di denaro che portano ai suoi conti a Malta fino ai contratti da milioni di euro sottoscritti dall'allora capo delle Politiche abitative della giunta Alemanno in favore di Fabrizio Amore, imprenditore oggi indagato per Mafia Capitale. 

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