L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 4 dicembre 2016

Siria - Deir Ezzor - Il Pentagono dice bugie, impossibile che gli aerei statunitensi non sapessero che i soldati uccisi non erano siriani. Nel bel mezzo di una tregua non si alzano aerei che vanno in una precisa zona bombardano e favoriscono i mercenari tagliagola dell'Isis

PENTAGONO: IL RAID DELLA COALIZIONE INTERNAZIONALE CHE COLPÌ FORZE GOVERNATIVE SIRIANE CAUSATO DA ERRORE UMANO

(di Davide Bartoccini)
02/12/16 
Il raid dei cacciabombardieri della Coalizione Internazionale che il 17 settembre ha colpito accidentalmente le forze governative siriane stanziate a Deir Ezzor è il risultato di un errore umano. Questo è quello che è stato rivelato dall'indagine condotta dal Pentagono che riguardo l'accaduto ha dichiarato che: il 17 settembre una concatenazione di errori umani ha portato una formazione mista composta da F/A 18 F Super Hornet dell'U.S. Navy, e velivoli da combattimento non meglio identificati di Danimarca, Australia e Gran Bretagna a colpire forze governative siriane causando la morte di più di 60 soldati, secondo fonti russe, 15 secondo fonti americane. Per i familiari delle vittime siriane che Difesa Online ha incontrato lo scorso ottobre i caduti sarebbero 84.
Il gen. Richard "Tex" Coe, ufficiale del'USAF incaricato di curare l'indagine, ha rivelato ai giornalisti che le attività dell intelligence confusero - per mancanza di divise e segni caratteristici ben riconoscibili - un convoglio di veicoli che si riteneva appartenere all'ISIS, con quello che poi si è rivelato essere un convoglio dell'esercito governativo siriano.
Al raid avrebbero preso parte degli F-16 Fighting Falcon (appartenenti probabilmente alla Royal Danish Air Force), degli F-18 Super Hornet(appartenenti probabilmente all'U.S. Navy), degli UAV armati ( appartenenti probabilmente alla RAF) e aerei d'attacco al suolo A-10 Thunderbolt II(appartenenti probabilmente all'USAF). La formazione ha impiegato sull'obiettivo 34 munizioni a guida di precisione (laserguidata o teleguidata) e ha sparato 380 colpi da 30mm: munizioni sparate con buone probabilità dai cannoni a canne rotanti GAU-8 Avenger montanti dagli A-10.
L'errore di target era stato immediatamente segnalato dall'Intelligence russo agli omologhi statunitensi ma la risposta che ricevettero fu che "Le informazioni che possedevano non erano esatte".
Secondo il generale Coe, i russi attesero comunque 27 minuti prima di segnalare l'errore di target ai loro omologhi statunitensi. L'operazione durò in tutto 60 minuti. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov dopo l'accaduto invocò subito l'apertura di un'inchiesta per fare luce su un errore non trascurabile.
Dopo questo spiacevole avvenimento il tenente generale Jeff Harrigian, comandante dell'U.S. Air Force nella regione, ha ordinato una serie di 'miglioramenti' da apportare nel processo di 'targeting', compresi un più efficace scambio d'informazioni tra i vari analisti nel Combined Air Operations Center, conosciuto come il CAOC, e 'raccomandato' un impiego più efficace della linea diretta con i gli omologhi russi.
(foto: U.S. Air Force)

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