L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 27 dicembre 2016

Strategia della Paura e vendetta contro la Russia è parte integrante della medesima mente, le Consorterie Guerrafondaie Statunitensi ed Ebraiche

Morti russe sospette, parla Chiesa: "Non sono coincidenze, c'è una strategia precisa"

27 dicembre 2016 ore 15:50, Americo Mascarucci
"L'assassinio in diretta dell'ambasciatore russo ad Ankara e l' attentato all'aereo precipitato nel Mar Nero dimostra che è in atto una strategia ben mirata contro Mosca".
Ne è convinto il giornalista Giulietto Chiesa esperto di geopolitica internazionale intervistato da Intelligonews  

L'uccisione dell'ambasciatore russo ad Ankara, per altro avvenuta in diretta televisiva, e subito dopo l'aereo russo precipitato nel Mar Nero probabilmente per un attentato. Coincidenze?

"Nessuna coincidenza, la mia interpretazione sulla base dei fatti e delle deduzioni che si possono trarre, è che c'è in atto un’aggressione coperta contro la Russia da parte di una forza molto potente, che è in grado di uccidere o di far uccidere un ambasciatore o di abbattere un aereo militare carico di civili. Si tratta di una vera e propria offensiva politica che non può essere resa nota neanche dai russi, ma di cui le autorità russe sono perfettamente al corrente". 

L'obiettivo quale sarebbe? Creare nuove tensioni fra Russia e Turchia come molti sospettano? E soprattutto, chi c'è dietro?

"La vittoria che i russi e Bashar al Assad hanno riportato ad Aleppo contro le forze jihadiste ha creato una forte irritazione anche negli Stati Uniti. Non mi riferisco tanto al presidente Obama quanto a certi gruppi che hanno fino ad oggi sostenuto quelle stesse forze che i russi e le forze governative hanno spazzato via. Gruppi che hanno sempre cercato di condizionare le sorti geopolitiche del mondo, Siria compresa, sbarazzandosi di Assad e consegnando il Paese ai suoi nemici. Gruppi legati ai servizi segreti che stanno restituendo pan per focaccia".

Ma la Turchia di Erdogan non era nemica del regime di Assad? Perché ora dovrebbe gioire per la riconquista di Aleppo?

"Erdogan è stato uno dei principali aggressori della Siria, poi per motivazioni che non ci sono note si è riavvicinato alla Russia. In questo momento è in atto una trattativa fra Russia e Turchia, nei prossimi giorni ci sarà un incontro fra Putin, Erdogan e il presidente iraniano alla ricerca di nuove convergenze. Gli interessi della Turchia non coincidono totalmente con quelli della Russia ma credo che l'accordo si stia cercando soprattutto sul destino dei curdi siriani".

L'attentato all'aereo russo invece che significato avrebbe? Oppure su quell'aereo viaggiava qualcuno da eliminare?

"E’ stato un atto di terrorismo molto ben pensato. A mio giudizio l'obiettivo era il Coro dell’armata rossa che ha un significato politico e morale molto forte. Ritengo si tratti di un assassinio mirato a colpire al cuore il popolo russo e soprattutto lo spirito dei russi, non soltanto le persone". 

Intanto Papa Francesco nell'omelia di Santo Stefano ha chiesto di pregare per i martiri di Aleppo. Ma la città non è stata liberata?

"Il pronunciamento del Papa mi ha colpito molto, e ovviamente in negativo. Anche intorno a lui evidentemente ci sono forze che hanno interesse a tenere in vita la retorica sui martiri di Aleppo. La città è stata martoriata per anni dai jihadisti, ma guarda caso si è iniziato ad usare il termine martirio solo quando è partita l'offensiva da parte dei russi e dell'esercito di Assad per riconquistarla. Parlare oggi di martirio nel momento in cui Aleppo è liberata dai suoi aguzzini mi sembra francamente fuori luogo". 

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