L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 gennaio 2017

Comunione e Liberazione - questa gente si appropria di denaro pubblico e non paga mai

CREMA

Ex scuola di Cl, ora indaga la procura

Documentazione alla Corte dei conti. Aperto un fascicolo per vedere se nella gestione di fondi pubblici esistono irregolarità di tipo penalmente rilevanti

Ex scuola di Cl, ora indaga la procura
Uno dei tanti sopralluoghi che si sono svolti nell’area dell’ex scuola di Cl

CREMA - La procura alla Corte dei conti ha acquisito il fascicolo relativo alla realizzazione, mai terminata, del campus scolastico della Fondazione Charis ai Sabbioni, meglio conosciuto come ex scuola di Comunione e Liberazione. L’operazione è stata decisa sulla base delle notizie apparse nei mesi scorsi sulla stampa, relative al finanziamento a fondo perduto di un milione di euro di soldi pubblici, che la Regione Lombardia aveva a suo tempo concesso alla Charis, per tramite del Comune di Crema. La stessa Regione, considerato che l’opera non è stata terminata per la messa in liquidazione volontaria della Charis, ne ha preteso la restituzione dal Comune, dando vita ad un braccio di ferro tra i due enti.
«La procura — spiega il sindaco Stefania Bonaldi — ha ripercorso dall’inizio la vicenda, partendo dall’atto deliberativo, per vedere se esistono irregolarità di tipo penalmente rilevante. E’ significativo che un’autorità si interessi a questo caso». La magistratura amministrativa dovrà valutare ed esprimersi sulla regolarità dell’azione svolta da Regione e Comune, poiché è previsto che la gestione delle risorse pubbliche sia sottoposta ad un controllo il cui scopo è quello di garantire l’utilizzo appropriato ed efficace dei fondi pubblici. La Fondazione Charis era stata messa in liquidazione volontaria il 18 febbraio 2013, avendo accumulato debiti complessivi per circa 20 milioni di euro. Con un comunicato aveva reso noto ala giunta comunale la propria impossibilità a portare a termine il cantiere della scuola di Cl.

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