L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 31 gennaio 2017

Expo molto spesso la legalità è stata messa sotto i piedi, oltre a non considerare i buchi di bilancio

Corte dei Conti: EXPO, ricavi per oltre 427mln di euro, a fronte di oltre 21,5mln di titoli di ingresso emessi

30 Gennaio 2017

Il 31 dicembre 2015 si è chiuso l'esercizio sociale che ha visto la realizzazione dell'Esposizione universale "Expo Milano 2015" sul tema "Nutrire il pianeta, energie per la vita". L'evento ha prodotto ricavi pari ad oltre 427 milioni di euro, a fronte di oltre 21 milioni e mezzo di titoli di ingresso emessi. Il totale complessivo

dei ricavi introitati dalla società Expo 2015 S.p.A. – che ha curato la progettazione e realizzazione delle opere, nonché la gestione complessiva dell'evento – comprensivi del totale di vendite di prodotti e prestazioni di servizi, è stato pari a 740 milioni, di cui circa 218 milioni per le sole sponsorizzazioni.

Il patrimonio netto, comprensivo delle perdite portate a nuovo e della perdita di esercizio, è pari a 30,7 milioni di euro, diminuito del 34,43 per cento rispetto al precedente esercizio (46,78 milioni) a causa delle perdite cumulate.

Sulla consistenza del patrimonio netto 2015 hanno inciso, oltre alle indicate perdite e al mancato contributo finanziario da parte di due soci (66 milioni), anche le mancate coperture degli oneri connessi all'innalzamento dei livelli di sicurezza (14,1 milioni), al programma volontari (7,1 milioni) e all'operatività delle aree a parcheggio aggiuntive nell'area di Cascina Merlata (15 milioni), il tutto per un totale di 102,2 milioni di costi ulteriori, cui la società ha provveduto con risorse proprie.

L'esercizio 2015 - il settimo di attività della Società - si è chiuso con una perdita di 23,8 milioni di euro, sensibilmente inferiore rispetto a quella verificatasi nel 2014, di oltre 45 milioni, ma che riflette le originarie carenze strategiche e le disfunzioni. Ciò anche a causa del complesso sistema di governance nel quale ha operato la società Expo, con la compresenza di una molteplicità di ambiti decisionali e di soggetti attuatori, senza trascurare gli effetti distorsivi sulle ordinarie regole della concorrenza, causati dall'urgenza nella realizzazione dei lavori e dei servizi necessari alla realizzazione del Sito espositivo.

Vengono rilevate criticità derivanti dalla difficoltosa fase di start up della società, con particolare riferimento alle numerose modifiche normative intervenute con i decreti attuativi dal 2008 al 2010, circa il riparto dei finanziamenti e delle opere, ed ai rapporti con la società Arexpo, oltre che dal mancato apporto finanziario di due soci, coperto solo in parte da rifinanziamenti.

Durante il semestre espositivo sono stati realizzati circa 5.000 eventi, di cui circa 80 rappresentati dagli spettacoli organizzati da maggio a fine agosto, per 5 giorni a settimana, da una compagnia olandese di fama internazionale.

Altri numerosi eventi come il World Food Day hanno visto la partecipazione del Segretario Generale delle Nazioni Unite e del Presidente della Repubblica Italiana, mentre la Carta di Milano, con oltre un milione di firme raccolte, ha costituito il protocollo sulla nutrizione finalizzato all'assunzione di responsabilità da parte dei Governi e delle istituzioni internazionali in tema di alimentazione, con l'obiettivo di garantire un futuro più equo e sostenibile.

Altre iniziative, come We-Women for Expo, Progetto Scuola e Feeding Knowledge, hanno sviluppato mostre, incontri, ricerche, dibattiti e concorsi sul tema dell'alimentazione.

Dopo la chiusura dell'evento espositivo e dell'esercizio finanziario la Società è stata anticipatamente sciolta e posta in liquidazione il 9 febbraio 2016 dall'Assemblea dei soci, che ha nel contempo autorizzato l'esercizio provvisorio ed ha nominato un Collegio composto da cinque liquidatori, con il compito di predisporre il progetto di liquidazione tenendo conto della conservazione del valore dell'azienda e del sito Expo 2015, realizzando le sinergie auspicate con la società Arexpo S.p.A., proprietaria delle aree, anche con riferimento alla fase convenzionalmente denominata "Fast Post Expo", e sviluppando le potenzialità medio tempore riconosciute per un ulteriore utilizzo del Sito. Il progetto è stato approvato nel luglio 2016.

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