L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 gennaio 2017

Renzi è morto anche se fa finta di non saperlo e con lui tutti i suoi amici di merenda

Pd, Boccia: Senza congresso salta il Partito Democratico

Francesco Boccia (PD)

(AGENPARL) Roma, 28 Gen 2017 – Arroganza Renzi dimostra che non ha capito il 4/12. “Su una cosa oggi devo dare ragione a Renzi, la prossima competizione elettorale sarà a tre: Grillo, un’area di destra e quell’area, aggiungo io, di centrosinistra che racchiude in sé i valori cardine del PD, primo fra tutti l’essere un partito democratico e contendibile. Quegli stessi valori che hanno permesso a Renzi di essere eletto segretario nel 2013 e che oggi sembra aver smarrito. Il non voler capire che il suo progetto politico, dopo quattro anni di segreteria, è stato sonoramente bocciato il 4 dicembre, è l’ennesima prova dell’arroganza dimostrata in questi anni. Piuttosto che riprendere la sua corsa forsennata, questa volta verso il voto anticipato, staccando la spina ancora una volta ad un governo targato PD, portando il Paese alle elezioni con un sistema elettorale pasticciato che creerebbe solo caos, sarebbe il caso di ascoltare le richieste che arrivano da circoli, militanti e dirigenti PD: va indetto il congresso e va fatto subito. Una discussione franca al nostro interno è ormai inevitabile. Chi dovrà guidare il PD alle prossime elezioni non lo può decidere nè Renzi, nè Orfini, nè per acclamazione un’assemblea che dopo 4 anni è ormai scaduta. Serve un congresso per definire, partendo dai militanti, linea politica, leadership e contenuti. La corsa continua e forsennata ha portato il PD a schiantarsi al referendum costituzionale; evitiamo, a causa della stessa arroganza, di mandare in frantumi gli ultimi vent’anni di Ulivo e di PD”. Così Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, al termine di un dibattito sulla legalità con i ragazzi del Liceo Salvemini di Bari.

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