L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 febbraio 2017

Diego Fusaro Pensare altrimenti. Filosofia del dissenso

Diego Fusaro presenta il suo ultimo lavoro “Pensare altrimenti. Filosofia del dissenso”

Diego-Fusaro2.jpg

31.1.2017 | 9.33 – “A chi ha ancora il coraggio di camminare con la schiena dritta e di difendere fino alla fine le proprie idee”. Con questa dedica si apre il nuovo libro di Diego Fusaro,”Pensare altrimenti. Filosofia del dissenso” (edizione Giulio Einaudi Editore), che l’autore presenterà per la prima volta a Trieste, al Caffè San Marco (domenica 5 febbraio, alle 17.00), che ospita e organizza l’incontro, in collaborazione con RTMliving Trieste, nell’ambito del progetto Spazio Incognito. Moderato da Andrea Rodriguez, Diego Fusaro dialogherà con Alexandros Delithanassis e con il pubblico presente.
“L’ordine dominante non reprime, oggi, il dissenso – anticipa Diego Fusaro – Ma opera affinché esso non si costituisca. Fa in modo che il pluralismo del villaggio globale si risolva in un monologo di massa. Perciò dissentire significa opporsi al consenso imperante, per ridare vita alla possibilità di pensare ed essere altrimenti”. Diego Fusaro non è solo il giovane filosofo italiano più richiesto degli ultimi tempi; è docente universitario, direttore editoriale, autore di libri ed editorialista de “La Stampa” e de “Il Fatto Quotidiano”, protagonista della comunicazione digitale, sia come curatore del progetto internet “La filosofia e i suoi eroi”, sia attraverso i suoi canali social. Ma è anche molto di più. Perché da “allievo indipendente di Hegel e di Marx” – come ama definirsi – sta trasferendo nella realtà attuale il pensiero filosofico, stimolando l’interesse e la partecipazione al dibattito su molte problematiche attuali.
Diego Fusaro, nato a Torino nel 1983, insegna “Storia della filosofia” presso l’Università San Raffaele di Milano ed è, inoltre, docente presso lo IASSP (Istituto Alti Studi Strategici e Politici). È studioso della filosofia della storia e delle strutture della temporalità storica, con particolare attenzione per il pensiero di Fichte, Hegel, Marx e per la “storia dei concetti” tedesca. Dirige la collana filosofica “I Cento Talleri” dell’editrice Il Prato ed è il curatore del progetto internet “La filosofia e i suoi eroi” (www.filosofico.net). Tra i suoi libri più recenti: Bentornato Marx! (Bompiani, 2009), Essere senza tempo. Accelerazione della storia e della vita (Bompiani, 2010), Coraggio (Cortina, 2012), Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo (Bompiani, 2012), Idealismo e prassi. Fichte, Marx e Gentile (Il Melangolo, Genova 2013), Il futuro è nostro (Bompiani, Milano 2014), e Fichte e l’anarchia del commercio (Il Melangolo, Genova 2014), Antonio Gramsci (Feltrinelli, Milano 2015). È editorialista de “La Stampa” e de “Il Fatto Quotidiano”.  Nel 2016 ha tenuto un seminario su Gramsci presso la Harvard University.

1 commento: