L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 24 febbraio 2017

Il Circo Mediatico sempre più nella fogna e Franceschini continua a nascondersi dietro a Renzi, uomo di niente

Politica
GIORNALI/ La nuova narrazione di Renzi per tornare a Palazzo Chigi

Maestro Yoda
venerdì 24 febbraio 2017

Il vostro vecchio Yoda non si stanca di ripeterlo: ogni volta che getta uno sguardo o presta orecchio alla politica italiana rimane sempre più colpito dal fatto di non vedere alcuna reazione all'ipocrisia e all'incoerenza che traspare dalle dichiarazioni e dalle prese di posizione dei leader di partito e dai vari esponenti politici. Inoltre è stupito dall'arrendevolezza dei giornalisti della grande stampa e degli opinionisti tv, che si stupiscono di quanto sta avvenendo nel Pd definendo il tutto poco comprensibile. Quando non ci sono addirittura illustri firme che si prestano senza alcuna dignità a scrivere pure e semplici veline ispirate da chi mena la danza.

A Yoda sembra invece tutto estremamente chiaro: finché si ritiene che Renzi abbia il potere di distribuire le carte per le candidature alle elezioni (come le nomine negli enti pubblici, con il loro immenso potere di spesa pubblicitaria sui mass media) ben pochi si permettono di fargli notare l'estrema incoerenza delle sue dichiarazioni e dei suoi comportamenti, che sono addirittura plateali. Vediamo le ultime.

Renzi è volato nella Silicon Valley insieme al suo fido Carrai, per "andare a imparare come si costruisce il futuro con l'innovazione". Ma come: proprio lui che ha rubato il presente agli italiani, facendo perdere tre anni al paese proponendo la legge elettorale più bella del mondo, dichiarata poi incostituzionale, e facendosi bocciare sonoramente uno sconclusionato referendum? Buttando decine di miliardi in mancette elettorali invece che in progetti strategici per il rilancio di qualche settore strategico del paese… Si merita per intero il giudizio che ne ha dato Riccardo Ruggieri su La Verità: "1) Intelligenza vivacissima, dei problemi capisce solo gli aspetti più convenzionali, disinteressato com'è alla profondità. 2) Capacità di comunicazione da convention (vedi Leopolda). 3) Inadatto a costruire una squadra di alto profilo. 4) Di una irrequietezza saltabeccante sui problemi, limitativa per la credibilità di una leadership".

Proprio lui che ci ha perseguitato per lungo tempo con suoi tweet e i suoi post, improvvisamente vuol farci credere di essersi messo finalmente all'ascolto del paese...! Ma sì, proprio lui che non ha voluto dedicare nemmeno un momento all'analisi della batosta referendaria, limitandosi a dire che gli è bruciata un bel po', e tacciando di tediosi perditempo i rappresentanti della minoranza del Pd che hanno chiesto di discuterne, e ora hanno pure osato chiedere un congresso vero e non un suo rapidissimo e già deciso simulacro. L'esito del referendum ha dimostrato che un numero sempre maggiore di categorie sociali non gli crede più, e forse anche i più irriducibili entusiasti della sua irruenza riformatrice stanno cominciando a comprendere di avere a che fare con uno strepitoso venditore di spazzole.

Il fatto che più scandalizza il vostro vecchio Yoda è che il Renzi preferisca un "après moi le déluge" piuttosto che farsi veramente da parte per tenere unito il Pd e lasciare spazio ad un Gentiloni che si sta dimostrando ben più efficace ed operativo di lui (infatti lavora e non twitta). La riprova della sua sfacciata falsità l'abbiamo avuta quando durante l'assemblea del Pd ha chiesto, a gran voce, un applauso per Gentiloni e il "suo" governo, impippandosi altamente del fatto che tutti sanno trattarsi di un Renzi-bis, anzi, di un Renzi-fotocopia. Sicuramente era anche un messaggio mafioso per il silenzioso presidente del consiglio attuale, ché non si azzardasse a diventare autonomo…

Ma lo spettacolo più indecoroso lo stanno dando Franceschini e quelli che con lui detengono la golden share del Pd. Da sedicenti cattolici che hanno venduto l'anima per un piatto di lenticchie, sostengono contro ogni decenza un sedicente cattolico che ha spalancato le porte al gender nelle scuole e sta portando il paese nel baratro.

http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2017/2/24/GIORNALI-La-nuova-narrazione-di-Renzi-per-tornare-a-Palazzo-Chigi/2/750306/

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