L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 febbraio 2017

Mosler Economics - solo la Piena Occupazione Dignitosa è la vera ricchezza di ogni Stato

Reddito Minimo Garantito e politiche occupazionali, focus a Perugia

ALL'INCONTRO HA PARTECIPATO L'ECONOMISTA AMERICANO WARREN MOSLER 



Reddito Minimo Garantito e politiche occupazionali, focus a Perugia
da Cristiana Costantini
PERUGIA – Si è tenuto nel pomeriggio di oggi nella sala dei Notari del Comune di Perugia, il convegno dal titolo “Reddito Minimo Garantito e politiche occupazionali”, ideato e promosso dall’europarlamentare On.Laura Agea, EFDD/M5S, Commissione Occupazione e Affari Sociali.

“Oggi l’Europa vive in un contesto estremamente difficile dove la crisi, che ormai imperversa da più di dieci anni, ha portato la disoccupazione a dei livelli mai registrati prima, insieme ad uno stato di povertà e di esclusione sociale dagli effetti tristemente evidenti – ha spiegato l’On. Laura Agea, nominata dal Parlamento Europeo relatrice del report sul reddito minimo – parliamo di centoventi milioni di cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà: questo significa che un cittadino su cinque è in povertà e in stato di esclusione sociale – ha dichiarato – questa proposta di reddito minimo ha un duplice obiettivo: quello di offrire una risposta al grave problema della povertà agganciandolo al tema importantissimo del lavoro, perché laddove esiste povertà le persone escono dal mercato del lavoro, vivono in un contesto di emarginazione sociale e tutto ciò – ha concluso – non permette loro di vivere in uno stato di inclusione e sussistenza sociale”.

All’incontro ha partecipato l’economista americano Warren Mosler, ideatore della “Teoria della Moneta Moderna“. Intervenuti anche Daniele Della Bona e Giacomo Bracci della FeF Accademy con i quali l’On. Agea ha elaborato uno studio sui Lavori di Transizione.

Presenti, tra gli altri, Tiziana Ciprini, portavoce alla Camera dei Deputati in Commissione Lavoro e Cristina Rosetti, capogruppo al Comune di Perugia.

“Sono qui oggi – ha detto Warren Mosler – perché l’economia sta andando male e vorrei offrire il mio punto di vista sul perché di questo andamento nefasto e su un probabile rimedio.

Il problema principale oggi è che la disoccupazione è alta, che la produzione è diminuita nel corso del tempo e quindi la soluzione al problema è che dobbiamo cambiare questo limite del 3% al deficit trasformandolo in uno strumento politico così come i tassi d’interesse vengono usati dalla Banca Centrale.

Dunque quando l’economia va male e la disoccupazione è alta dobbiamo innalzare questo limite del deficit al 3% in modo da riportare le persone al lavoro”.

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