L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 febbraio 2017

Roma - Virginia Raggi - un fatto è certo se la sindaca riesce a superare questo momento di attacco profondo, corale e continuo avremo una politica temprata dalle battaglie che farà vedere i sorci verdi agli avversari

POLITICA
3 FEBBRAIO 2017
Virginia Raggi a Bersaglio Mobile: sfiancata ma non mollo

"Dimissioni? Ci ho pensato. Le difficoltà di questi mesi avrebbero sfiancato anche un toro". E' una Virginia Raggi magra e provata quella che varca la soglia degli studi di Bersaglio Mobile, dopo una due giorni di fuoco: ieri l'interrogatorio fiume per l'inchiesta sulla nomina del fratello di Raffaele Marra, oggi il polverone sulla polizza vita firmata in suo favore dall'ex capo della segreteria capitolina Salvatore Romeo. A dispetto dell'abbigliamento austero (non fosse per quel tocco di arancione), la sindaca di Roma sfodera una vena ironica. "Come sto? Potevo stare meglio ...mancano solo le cavallette", risponde al padrone di casa Enrico Mentana che la accoglie.

Per sciogliere il ghiaccio, la Raggi cita i Blues Brothers e cerca di alleggerire anche quando replica in merito all'assicurazione di Romeo. "Io mi tengo lontana da questi strumenti, sono una che i soldi li mette nel materasso". Poi un'altra battuta. "Non andrò più al bar", dice riferendosi alla chat con Romeo, Daniel Frongia e Raffaele Marra (si chiamava "Quattro amici al bar"), il cui contenuto compare nell'indagine della procura di Roma . "Non ho preso un soldo e non ne prenderò - ribadisce poi ferma - Che beneficio pesso avere da una somma che non vedrò mai?". Perché Romeo avrebbe stipulato quella polizza da 30mila euro in suo favore? "Voglio vederci la buona fede, lo critico per non avermi informato, perché gli avrei chiesto di non nominarmi come beneficiario". E ammette, anche stavolta scherzando: "Sono un po' superstiziosa".

Vacilla ma non molla Virginia, che ha ancora l'appoggio di Grillo. "Beppe? L'ho sentito, mi ha detto che farà polizze per tutti"


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