L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 febbraio 2017

Vie della Seta - Bene Mattarella

L'analisi. Mattarella in Cina nell'era Trump rilancia la Via della seta

Angelo Picariello sabato 25 febbraio 2017
Domani si chiude una viaggio che ha portato nuove opere per 5 miliardi. L'Italia si candida a fare da "gate" di ingresso dell'Europa anti-protezionista. Piena intesa con il presidente Xi.

Il presidente della Repubblica con il presidente cinese Xi Jingping

Commesse e opere per cinque miliardi attraverso la sigla di 13 nuovi accordi economici bilaterali, rafforzamento delle linee aeree di collegamento diretto e nuove partnership di grande importanza, dalle costruzione di navi da crociera alla collaborazione fra le rispettive Agenzie spaziali. È una vista di grande significato dal punto di vista economico, quella che Sergio Mattarella chiude domani, in Cina. Un segnale di politica internazionale importante da parte dell’Italia, porta d’ingresso dell’Europa per la nuova Via della Seta, proprio mentre la nuova Amministrazione americana avvia l’era del protezionismo, ma un invito – implicito – anche alla politica italiana a non far venir meno la fiducia nel sistema paese e nella sua stabilità.

Una storia di relazioni bilaterali da rafforzare e migliorare, ma che non parte da zero. Oggi Il presidente della Repubblica ha incontrato i docenti e gli alunni della scuola elementare del popolo di Chongqing dove si studia la lingua italiana. 

Mattarella con gli studenti della scuola elementare di Chongqing

Ad accompagnarlo il ministro dei Trasporti Graziano Delrio che, dopo un incontro avuto con responsabili dell’aviazione cinese, ha anche auspicato un ampliamento delle linee dirette di collegamento aereo fra i due paesi, a beneficio sia dei turisti che degli operatori economici. «Le relazioni tra Italia e Cina hanno molti spazi di crescita e noi vogliamo coltivarli. Vogliamo far crescere la collaborazione fra i due Paesi», aveva detto Mattarella in avvio della visita, che aveva come obiettivo, ha spiegato, di «rafforzare un partenariato strategico. Gli investimenti produttivi troveranno – ha assicurato alle autorità cinesi – una destinazione sicura e un clima incoraggiante».

Non è stato da meno il presidente cinese Xi Jingping nell’auspicare «nuove conquiste e nuovi scambi» nei rapporti fra i due Paesi, «rapporti ancora più solidi e relazioni ancora più costruttive Da parte della Cina – ha assicurato – c’è una forte e solida fiducia politica» nei confronti dell’Italia. Mattarella sprona l’Italia ma dà fiducia anche al progetto europeo, scosso da venti anti-unitari e anti-euro. «Non possiamo pensare – ammonisce Mattarella – di affrontare sfide epocali, problemi così imponenti senza un impegno comune. Non possiamo rischiare che la delicata trama delle relazioni internazionali sia scossa da guerre commerciali innescate da pure azioni e reazioni».
Da domani il presidente, che in questi giorni in Cina si è tenuto totalmente al di fuori delle fibrillazioni italiane, tornerà al suo rientro a occuparsi delle problematiche interne, e in particolare a quelle relative al partito di maggioranza relativa che interessano anche le prospettive di durata della legislatura, tema di stretta competenza del Quirinale. Su questo l’azione di Mattarella con la sua moral suasion non è tanto mirata a condurre in porto la legislatura alla data naturale, quanto a far sì che lo scorcio finale – mese più o mese meno poco rileva – sia utilizzato al meglio per dare nuovo slancio all’economia, per dare risposte ai ceti più in sofferenza e per dare leggi elettorali a Camera e Senato omogenee e funzionali alla stabilità di governo.

Nessun commento:

Posta un commento