L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 marzo 2017

ChiantiBanca - la banca del Sistema massonico mafioso politico del corrotto Pd rappresentata la Lorenzo Bini Smaghi comincia con 80 milioni di buco

LA DECISIONE

ChiantiBanca, si dimette il direttore Andrea Bianchi

Lasciano anche i due vicepresidenti Claudio Corsi e Stefano Mecocci. L’istituto
si avvia a chiudere l’esercizio con una pesante perdita di oltre 80 milioni di euro




Il direttore generale di ChiantiBanca, Andrea Bianchi, si è dimesso giovedì sera. Le parti hanno deciso «di comune accordo» di concludere il rapporto, si legge in una nota diffusa dall’istituto. «È arrivato il momento di cercare nuovi stimoli professionali e accettare nuove sfide», ha dichiarato Bianchi, dg della Bcc del Chianti Fiorentino da febbraio 1999, che in un ventennio ha visto crescere la raccolta da 201 milioni di euro a 3,1 miliardi dopo la fusione con Bcc Monteriggioni, fino alla recente incorporazione delle Bcc di Pistoia e Area Pratese. 

Pesanti perdite

Lasciano anche i due vicepresidenti Claudio Corsi e Stefano Mecocci. Secondo quanto risulta al Corriere Fiorentino, è in uscita anche il collegio sindacale. Resta al suo posto il presidente Lorenzo Bini Smaghi: «A nome di tutta la Banca — ha detto Bini Smaghi — ringrazio il Direttore Generale Andrea Bianchi per il contributo che ha dato in tutti questi anni, dalla fusione tra Banca del Chianti Fiorentino e Bcc Monteriggioni fino all’incorporazione di Banca di Pistoia e di Banca dell’Area Pratese. Un percorso che ha consentito a ChiantiBanca di assumere una rilevanza di banca del territorio per l’intera Toscana». Le dimissioni arrivano al termine della lunga ispezione della Banca d’Italia. 

Chiusura dell’esercizio in perdita

Secondo quanto riferiscono alcune fonti a diretta conoscenza della vicenda, la banca si avvia a chiudere l’esercizio con una pesante perdita di oltre 80 milioni di euro, dovuta prevalentemente alle rettifiche sui crediti deteriorati imposte dalla Vigilanza.

10 marzo 2017

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