L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 marzo 2017

ChiantiBanca - le dimissioni sono il segno che la strategia di sostituzione di Banca Etruria con questa banca operata dal Sistema massonico mafioso politico del corrotto Pd rappresentata da Lorenzo Bini Smaghi non è indolore

Chiantibanca: maschere e pugnali

Data: 10 marzo 2017 19:03


di Red

SIENA. Davanti i sorrisi, alle spalle i pugnali ma senza spiegare un perché nei comunicati stampa. Sono diverse le storie che si intrecciano nelle impensabili – fino a poche ore fa – dimissioni del direttore generale Andrea Bianchi di Chianti Banca, che sono arrivate oggi, e subito seguite da altre dimissioni eccellenti dal Cda tra cui due vicepresidenti. La spaccatura si era manifestata già da tempo contro questo continuo “movimentismo” alla ricerca di un diverso posizionamento della banca, una delle realtà regionali più importanti nel settore del credito, che avrebbe previsto l’uscita dal circuito Iccrea e Federazione Toscana Bcc con l’incorporazione nelle Bcc del Trentino o Gruppo Trentino, istituto dieci volte più grande di quello di Fontebecci (che avrebbe trasferito tutto al Nord Italia lasciando in Toscana solo gli sportelli. E addio banca del territorio).

Ma quello che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata l’ispezione della Banca d’Italia che ha stravolto i conti e i bilanci. ChiantiBanca avrebbe preparato un accantonamento di 40 milioni di euro per i crediti deteriorati, ma gli ispettori avrebbero riclassificato il tutto con nuovi parametri, chiedendo urgentemente al CdA di rettificare la somma fino a 120 milioni, il che provocherà un buco di bilancio con un passivo che per il 2016 sarà di 80 milioni di euro.

Dietro le dimissioni, insomma, c’è una critica fortissima verso la gestione Bini Smaghi e la volontà di non condividere le responsabilità e la fuga incomprensibile nel farsi assorbire da istituti più grandi.

E di sottostare a fortissime pressioni politiche che poco o nulla hanno a che fare con una banca.

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