L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 marzo 2017

I massoni non sanno del loro legame con le mafie

I rapporti della massoneria con la mafia siciliana: "Attentati riconducibili a entità superiori"


Dagli attentati progettati contro i magistrati, orditi dalla mafia ma per interessi "riconducibili a entità di carattere superiore", ai rapporti, dagli anni '70 ad oggi, tra la mafia e la massoneria "deviata". Ha tracciato il filo di tutti questi intrecci il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Palermo, Roberto Scarpinato, che oggi la Commissione parlamentare antimafia ha audito nell'ambito dell'inchiesta che sta conducendo sul tema dei rapporti tra le mafie e la massoneria. "Sono stato informato di progetti di attentati, nel tempo, nei confronti di magistrati di Palermo orditi da Matteo Messina Denaro per interessi che, da vari elementi, sembrano non essere circoscritti alla mafia ma riconducibili a entità di carattere superiore", ha detto Scarpinato nella breve parte dell'audizione ammessa al pubblico (il resto è stato secretato). Il pg ha parlato anche dell' attendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori Tuzzolino e Galatolo e delle pesanti minacce di morte per la procuratrice Teresa Principato e per il procuratore Marcello Viola, la prima da tempo impegnata a coordinare le indagini per la cattura dell'ultimo superlatitante di Cosa Nostra Messina Denaro, mentre il secondo si è occupato di una difficile inchiesta su mafia e massoneria. "Abbiamo ricostruito i legami tra Cosa nostra e logge massoniche da Stefano Bontade, a Provenzano fino a Messina Denaro", ha spiegato al termine la capogruppo M5S in Antimafia Giulia Sarti, mentre la parte di questi legami sul versante calabrese li aveva forniti all'Antimafia la Dda di Reggio Calabria. Il ragionamento al centro dell'intervento del magistrato è stato conoscere il passato per comprendere il presente, "che è figlio del passato, le sue chiavi di lettura stanno nel passato". Scarpinato ha avanzato poi alcuni suggerimenti legislativi, chiedendo in particolare di alzare le pene per i reati previsti dalla legge Anselmi e sostenendo la necessità di potenziare l'impianto stesso della legge. Ai parlamentari il procuratore generale ha evidenziato - come ha poi ha riferito Sarti - come oggi siano cambiati gli interessi di Cosa Nostra e di quanto sia costantemente necessario il rapporto con pezzi con la massoneria per arrivare a centri occulti di potere che possono risultare utili a Cosa nostra. "Il pg ci ha rappresentato elementi interessanti per la nostra inchiesta, che ricostruiscono la storia dei rapporti tra mafia e la massoneria deviata, aggiungendo elementi che possono aiutare la Commissione ad approfondire la propria inchiesta su questo tipo di rapporto", ha commentato il senatore Pd Stefano Vaccari.

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