L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 marzo 2017

Il mondo ha cambiato direzione

"Un nuovo mondo": un libro di Giulio Sapelli sulla rivoluzione di Trump e i suoi effetti globali

9 marzo 2017 - 05:19 di FIRSTonline

Lo sguardo lungimirante e analitico di Giulio Sapelli si interroga ancora una volta sul futuro del mondo. Dopo "Dove va il mondo?", pubblicato nel 2014, il celebre storico dell'economia torna a tracciare un affascinante affresco dei nostri tempi, nutrito di storia, economia, antropologia, per decodificare un presente sempre più complesso. Il 9 marzo arriva il libreria un brillante pamphlet dal titolo "Un nuovo mondo", edito da Guerini.


Lo sguardo lungimirante e analitico del prof. Sapelli si interroga ancora una volta sul futuro del mondo. Dopo Dove va il mondo?, pubblicato nel 2014, Giulio Sapelli torna a tracciare un affascinante affresco dei nostri tempi, nutrito di storia, economia, antropologia, per decodificare un presente sempre più complesso. Il 9 marzo arriva il libreria un ficcante pamphlet dal titolo Un nuovo mondo.

L’Europa va in frantumi e la Germania è destinata a essere confinata all’angolo dopo la rottura con il Regno Unito, proprio nel tempo in cui gli Stati Uniti di Trump si riavvicinano alla Russia, e tramite essa, al Medio Oriente, alla Turchia, agli Stati Arabi del Golfo e, lo si voglia o no, all’Iran, con cui far pace potrebbe essere solo una questione di tempo.

Una lettura vivace e incalzante, dalla quale emerge, chiaro, che un nuovo ordine internazionale a geometria variabile si sta definendo, fondato sul duopolio instabile tra Stati Uniti e Russia, e con la Cina in forte affermazione, che vorrebbe entrare nella partita a pieno titolo come terzo player oppure dominare da sola almeno l’Asia..


Giulio Sapelli è professore ordinario di Storia economica all’Università degli Studi di Milano e editorialista de Il Messaggero. Per i nostri tipi ha pubblicato: L’inverno di Monti. Il bisogno della politica (2012), Diario sudamericano (2012), Chi comanda in Italia (2013), Dove va il mondo (2014).

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