L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 7 marzo 2017

Il Movimento degli Stati identitari si nutre, nasce e si fonda dai movimenti delle comunità

Azione identitaria Calabria: concluso banchetto Ceta a Crotone

Lunedì 06 Marzo 2017 9:22

I militanti ed i dirigenti di AZIONE IDENTITARIA CALABRIA sono stati impegnati a Crotone con un banchetto per informare i cittadini sul C.E.T.A., il trattato commerciale approvato di recente dal Parlamento Europeo.

Molti sono stati gli interessati all’argomento e molti ancora hanno ammesso la loro totale non conoscenza di questo nuovo provvedimento che la UE ci vuole imporre in nome di una globalizzazione che favorisce le multinazionali sempre e solo a discapito del popolo.

Sono stati distribuiti volantini contenenti il seguente testo:

“Il 15 febbraio 2017 il Parlamento Europeo ha approvato il Ceta, accordo di libero scambio tra Canada ed UE, aggirando cosi il blocco e relativa sospensione del TTIP voluta dal neo presidente americano Trump che aveva, quanto meno, messo un freno alla liberalizzazione selvaggia degli scambi tra Paesi.

Con l’approvazione del Ceta si favorirà la massiccia importazione in Italia dei cibi definiti Ogm, di cui proprio il Canada risulta essere uno dei più grandi produttori mondiali, con relativo alto rischio per la salute di noi cittadini.

Tale accordo, mascherato dai burocrati di Bruxelles come fondamentale ed importante per favorire gli scambi commerciali ed abbattere i dazi doganali (il cui livello medio non supera il 3%) in realtà porterà esclusivo beneficio solo alle multinazionali che, guarda caso, hanno la loro sede proprio in Canada (la maggior parte di esse) e tutto ciò consentirà alla politica globalista di privare sempre più gli Stati della loro sovranità.

Gli effetti che avrà il Ceta (acronimo inglese di “EU-Canada Comprehensive Economic and Trade Agreement) saranno devastanti in quanto si aprirà la strada ad una liberalizzazione senza regole ed in completa assenza di leggi sulla sicurezza alimentare o che vietino o limitino l’utilizzo di Ogm. Il tutto, in ogni caso, dovrà essere sottoposto al giudizio delle Corti Arbitrali a cui le Multinazionali potranno, in ogni momento, fare ricorso . Ogni legge o normativa che potrà ostacolare gli scambi commerciali, dovrà essere suffragata da prove certe che dimostrino un concreto rischio per la salute e qualsiasi semplice dubbio verrà cancellato, privando pertanto quel sacrosanto principio di precauzione, che è sempre stato a tutela della salute dei cittadini.

L’Ue, dopo averci privato della sovranità politica, monetaria, militare, ci toglie anche quella alimentare, piegando i cittadini a quelle che sono le leggi universali non scritte del profitto e della globalizzazione, facendo venire meno il diritto alla salute in nome del libero mercato.

Noi di Azione Identitaria ci opponiamo a questo piano criminale spingendo verso un ritorno alla nostra agricoltura ed una valorizzazione delle nostre tradizioni alimentari promuovendo iniziative volte a recuperare la nostra sovranità alimentare.”

Come comunità continueremo la nostra azione informativa e proporremo ai Sindaci calabresi di opporsi al diktat promuovendo politiche ed incentivi per il rilancio del settore agricolo, un settore dal quale la nostra salute in primis e l’economia stessa del territorio potrebbe guadagnarci anche in termini di crescita occupazionale.

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