L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 11 marzo 2017

La Chiesa tedesca, nelle sue gerarchie, si schiera a fianco del Globalismo Capitalistico contro il Movimento degli Stati Identitari

LA CHIESA TEDESCA VIETA AI CATTOLICI DI VOTARE AfD

Maurizio Blondet 10 marzo 2017 

Il presidente della Conferenza episcopale germanica, cardinale Reinhard Marx, ha detto: “Si pone la questione se si possa votare lo Alternative fur Deutschland. In tutta chiarezza: da una prospettiva cristiana è incompatibile ‘azione politica che fomenta la xenofobia, che sottolinea in modo unilaterale gli interessi nazionali, una visione culturale nazionalista…ci dissociamo chiaramente dall’approccio populista”.

In tal modo la Chiesa tedesca (Marx dixit) conferma la sua adesione alle ideologie globaliste tipiche dell’era Bergoglio: demonizzazione del “populismo” e dell’interesse nazionale, resistenza all’invasione di milioni di immigranti islamici bollata come “xenofobia”.


E’ una novità assoluta: prima d’oggi, la Chiesa di Kasper, Marx e Rahner non ha mai ufficialmente vietato di votare un partito specifico. Né ha mai condannato la partecipazione del governo Merkel alle guerre medio-orientali di Bush e Obama; in generale, il rapporto col governo federale è molto stretto.

Anche nel vertice che si è tenuto giovedì presso Colonia, a Bergisch-Gladbach, i vescovi tedeschi hanno – per bocca di Marx – evocato il coinvolgimento occidentale nella guerra in Siria e le sanzioni UE contro la Siria, in quanto hanno effetti devastanti sulla popolazione civile e ostacolano la ricostruzione. Ma un chiaro auspicio contro la guerra, non l’hanno espresso.


(Nella foto: Frauke Petry, leader del partito Alternative fur Deutschland. Dietro di lei Albrecht Glaser, altro esponente di AfD, membro della Unione Cristiano-Democratica , cattolico praticante, padre di quattro figli. Uno di quei cattolici che, dice Bergoglio, “fanno figli come conigli”. In fondo, l’economista Jorg Meuthen, co-presidente del partito, colpevole di aver detto che “l’Islam non appartiene alla Germania”).

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