L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 marzo 2017

La contraddizione tra quello che dice il Circo Mediatico e il suo clero asservito e la realtà di ogni giorno di milioni di persone

WikiLeaks-Cia, Giulietto Chiesa: "Fiducia in sistema occidentale si sgretola, non per i russi..."

08 marzo 2017 ore 14:06, intelligo
di Stefano Ursi 

Le rivelazioni di WikiLeaks secondo cui la Cia spierebbe tramite smartphone, smart tv e altri apparecchi hanno fatto scattare una bufera mediatica e politica di grandi proporzioni. Come funziona questo sistema e a chi è rivolto? Nessuno può dirsi al sicuro dagli occhi del grande fratello? A queste e altre domande ha risposto, a IntelligoNews, il giornalista ed esperto di geopolitica Giulietto Chiesa. 

Dalla Russia che entra nelle elezioni americane, alle rivelazioni di WikiLeaks sulla Cia che spierebbe tramite tv e smartphone. Chi spia chi?

''E' esattamente quello che in molti iniziano a pensare, salvo i corrispondenti da New York che se ne stupiscono... Noi abbiamo già sentito la prima ondata di rivelazioni che riguardava la NSA, grazie a Snowden che io proporrò, cercando di coinvolgere anche Gorbaciov, come Nobel per la pace, e adesso scopriamo che la stessa cosa, forse in maniera ancora più articolata e sofisticata la sta facendo anche la CIA, sorpassando ogni limite di correttezza politico-diplomatica internazionale. Uno dei suoi consolati in Europa è stato trasformato in una vera e propria agenzia in cui si controllano governi, dirigenti di vario genere e così via. Naturalmente si capisce che sono stati elaborati raffinati sistemi di penetrazione in tutti gli apparati privati che servono per comunicare al giorno d'oggi, dagli smartphone ai televisori, che sono stati trasformati in ricetrasmittenti senza che il proprietario ne sia informato. Siamo dentro Orwell''. 

Giulietto Chiesa

Nessuno è al sicuro? 

''Io credo che questo meccanismo sia già entrato nelle case di tutti. Quel che sta facendo l'agenzia americana fuori dai confini si riferisce a ogni cittadino; e siccome gli algoritmi sono tali che se ne può ricavare un dato statistico, siamo nella situazione in cui ci sono detentori di informazioni statistiche collettive, che possono completamente modificare le scelte politiche dei governi. Siamo di fronte ad un cambiamento del ruolo del sistema informativo, da spionaggio in organismi dirigenti dei flussi mentali delle persone. Che non si rendono conto di quel che sta accadendo, ma ciò che emerge è che la democrazia è ormai finita da tempo, non per colpa dei russi: all'avanguardia di queste operazioni ci sono gli Usa, va detto con chiarezza. Sappiamo che lo possono fare e lo stanno facendo, vediamo chi si è spinto più in là''. 

Come risuonano oggi le parole di Trump su Brennan? 

''Sicuramente non aveva torto. Vede, questi signori hanno in mano una enorme quantità di informazioni su tutti i cittadini americani, come ha già denunciato Snowden, e spesso chi ha questo potere diventa improvvisamente più potente di organismi e uomini che dovrebbero controllarne il funzionamento''. 

Nonostante tutto, però, negli Usa ha vinto il candidato non appoggiato dall'establishment. 

''Si, perché c'è una gravissima crisi del sistema della comunicazione che questi signori hanno messo in moto. Il mainstream si è così strettamente intrecciato con il potere politico, che una parte del pubblico si trova di fronte ad una, per così dire, 'disconnessione cognitiva', perché si sentono dire dal sistema una serie di cose che non corrispondono alla vita quotidiana. Ci viene detto, ad esempio, che le cose vanno bene ma in realtà milioni di persone intuiscono o vivono una realtà diversa, ed ecco la disconnessione. La fiducia nel sistema occidentale sta sgretolandosi di fronte alla contraddizione con la realtà delle cose''.

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