L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 10 marzo 2017

La Fratellanza Musulmana ha ben chiaro come costruire la sharia occupando i gangli di tutte le istituzioni del paese con la tecnica della dissimulazione

SVEZIA. La Fratellanza Musulmana costruisce una società parallela? 

marzo 9, 2017


Uno studio commissionato dalla Myndigheten för samhällsskydd och beredskap, Msb, agenzia della Difesa svedese incaricata di gestire le crisi e la gestione delle emergenze, per esaminare l’influenza della Fratellanza Musulmana nel paese ha scatenato un ampio dibattito. Secondo quanto riporta The Local, nella sua edizione svedese, un certo numero di ricercatori hanno contestato la metodologia utilizzata e le conclusioni raggiunte.

Il rapporto suggerisce che i Fratelli Musulmani stiano segretamente costruendo una società parallela in Svezia infiltrandosi nelle organizzazioni e nei partiti politici del paese.

Lo studio sostiene inoltre che vi sia una «struttura consolidata di valori nell’elite politica del paese, che prevede come un cittadino si dovrebbe approcciare alle minoranze».

Ma in un post firmato da 22 ricercatori svedesi specializzati in studi religiosi, e ripreso dal giornale, apparso sul blog religion svetenskapligakommentarer, le basi della ricerca sono state etichettate come «una teoria della cospirazione», e lo studio è stato accusato di ignorare la ricerca precedente, di mancanza di fonti, e di trarre conclusioni basate su opinioni personali dei ricercatori piuttosto che su prove.

L’idea che gli islamisti stiano segretamente costruendo una società parallela in Svezia è, secondo i 22 ricercatori «una conclusione che va contro la ricerca collettiva» nel campo.

«Il difetto principale della relazione è che sembra essere completamente all’oscuro della ricerca islamica che esiste attualmente nelle università svedesi e nordiche», ha detto il professore di studi islamici dell’Università di Lund, Jan Hjärpe, uno dei 22 ricercatori che hanno firmato il post sul blog, riporta il giornale.

«L’elenco dei firmatari è composto in gran parte da ricercatori che hanno fatto e fatto fare studi approfonditi su una serie di preoccupazioni in materia. È sorprendente che il Msb abbia ordinato questo rapporto, senza consultare affatto le competenze disponibili. Ho il sospetto che questo fatto sia dovuto all’ignoranza delle Autorità», ha poi aggiunto il professore.

Il Msb ha difeso il rapporto, dicendo che è uno studio di fattibilità destinato in parte a presentare proposte per ulteriori studi e ricerche sull’argomento.

«Lo studio di fattibilità non è un rapporto di ricerca, ma uno studio che può dare sostegno al Msb per vedere se ci fosse bisogno di ulteriori studi e ricerche nel campo. Lo scopo di Msb è avere una buona capacità di identificare chi diffonde informazioni contro la Svezia e quindi abbiamo bisogno di lavorare con diversi tipi di conoscenza fuorviante» si legge in un comunicato stampa del Msb.

«Gli autori stessi sono responsabili per i contenuti dello studio preliminare. Ovviamente facciamo una valutazione del risultato e in questo caso abbiamo bisogno di continuare studi e ricerche nel campo. Il dibattito in corso sullo studio ed i suoi risultati sono importanti pezzi di conoscenza e forniscono indicazioni per la via da seguire», vi si legge.

Secondo il giornalista svedese e attivista Bilan Osman, ripreso da Sputnik, le teorie del rischio di infiltrazione musulmana possono alimentare le teorie della cospirazione anti-musulmani.

Uno studio effettuato nel 2014 dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha stimato il numero di musulmani in Svezia in 600mila, pari al 6 per cento della popolazione svedese che assomma a 10 milioni. Tuttavia, si ritiene che la percentuale di musulmani dovrebbe essere aumentate ulteriormente dopo l’afflusso di migranti provenienti da paesi a maggioranza musulmana.

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